Concepita dall’associazione Amur e pensata per tutti, la struttura itinerante propone per alcune settimane un percorso informativo e immersivo su ambiente e clima

Si arricchisce l’arredo estivo della torrida Piazza del Sole (quando si dice ‘un nome una garanzia’). Accanto alle sedute alberate e agli spruzzi d’acqua è spuntata CO2, installazione itinerante inaugurata oggi – rimarrà alcune settimane – su iniziativa di Bellinzona, del Cantone e della Supsi in collaborazione con l’associazione Amur che l’ha ideata e realizzata proponendola per prima alla capitale ticinese. Un luogo circolare, protetto, quasi intimo, realizzato anche con materiale di riciclo ligneo proveniente da cantieri edili, che invita a immergersi in un’oasi verde pop-up con l’intento di sensibilizzare – anche tramite pannelli illustrativi e un codice QR – la popolazione e i passanti sulla vera essenza della natura nei contesti urbani, tema ormai d’attualità nelle agende politiche dei Comuni e delle Città.
‘E se il cambiamento climatico non fosse soltanto una questione ambientale, ma anche il riflesso del modo in cui abbiamo imparato a guardare il mondo?’. Da questa domanda di fondo nasce CO2, non una mostra tradizionale ma un'esperienza immersiva che invita il visitatore a intraprendere un viaggio nel tempo e nello spazio: dall'origine dell'Universo alla nascita della Terra, dal ciclo del carbonio all'evoluzione delle foreste, fino ad arrivare alle città contemporanee e alle grandi sfide ambientali del nostro tempo. Un percorso che intreccia divulgazione scientifica, allestimento artistico, immagini, suoni e narrazione per accompagnare il pubblico verso una domanda tanto semplice quanto profonda: qual è il nostro posto all'interno del sistema vivente che chiamiamo Terra? Domande centrali «nell’estate più calda del secolo, ma potremmo considerarla anche la più fresca dei prossimi vent’anni», ha annotato Michele Fasciana (Ufficio cantonale del clima e della decarbonizzazione) intervenuto per conto del Dipartimento del territorio invitando i presenti a non fermarsi alle difficoltà odierne ma a guardare con occhio consapevole e reattivo a quelle che si presenteranno già domani, e all’approccio cui ciascuno e le autorità stesse potranno impostare.
A questo riguardo un occhio clinico e scientifico – al di là della consapevolezza di ciascuno – è ritenuto di fondamentale importanza. Perciò la ricercatrice Annalisa Rollandi, attiva all’Istituto Scienze della terra della Supsi, nei prossimi giorni sarà presente in piazza con delle strumentazioni e anche per raccogliere dati sul gradimento e i pensieri della gente verso le tre infrastrutture presenti. Le quali, messe così nella piazza, potrebbero apparire come un tentativo improvvisato di ridurre temporaneamente le isole di calore, mentre in realtà vogliono sottolineare l’importanza degli spazi pubblici in un contesto urbano puntualmente critico e che merita una riflessione su come porre rimedio a realizzazioni giudicate valide in passato (la Piazza del Sole ne è un esempio ma non è l’unico) e oggi non più. Durante l’inaugurazione oltre a Fasciana e a Rollandi sono intervenuti i rappresentanti dei partner del progetto: Gastone Boisco per l’associazione Amur, i municipali Vito Lo Russo ed Henrik Bang per la Città. Questi hanno ribadito l’impegno delle autorità a rendere più vivibili, in base al concetto di città-spugna, siti un tempo cementificati e catramati: si veda l’ex magazzino comunale di Camorino, le ex baracche Vita Serena di Giubiasco, la piazza di Moleno e il piazzale delle Scuole Nord (a settembre sarà presentato il progetto).
Tornando a CO2, durante la visita si scopre che il carbonio è l'elemento che rende possibile la vita, che gli alberi sono tra i principali regolatori naturali del clima e che il suolo, l'acqua, le piante e l'atmosfera formano una rete di relazioni da cui dipende anche il nostro benessere. Le più recenti ricerche sull'intelligenza vegetale, sulla biofilia e sulle connessioni tra natura e salute dialogano con la storia dell'umanità, mostrando come la rivoluzione industriale abbia trasformato profondamente il nostro rapporto con gli ecosistemi. “Ma CO2 – sottolinea l’associazione Amur – vuole andare oltre i dati e le informazioni. Propone un cambio di prospettiva. Ci invita a osservare la città non come uno spazio costruito esclusivamente per l'essere umano, bensì come un ecosistema vivente, condiviso con alberi, animali, acqua, suolo e una straordinaria moltitudine di forme di vita. È un invito a rallentare, ad ascoltare ciò che normalmente rimane invisibile e a riconoscere che il benessere delle persone è profondamente intrecciato alla salute degli ecosistemi di cui fanno parte”.
L'installazione utilizza un linguaggio semplice e coinvolgente per trasformare concetti scientifici complessi in un'esperienza capace di suscitare curiosità, meraviglia e riflessione, “perché le grandi trasformazioni iniziano sempre da un cambiamento di sguardo”. Il progetto “desidera promuovere una nuova cultura del rapporto tra essere umano e natura, offrendo uno spazio di incontro, conoscenza e immaginazione. In un tempo in cui siamo chiamati a ripensare il futuro delle nostre città, CO2 ci ricorda che la natura non è uno sfondo della nostra esistenza, ma il sistema vivente di cui siamo parte”. Perciò “la domanda più importante che porteremo a casa non sarà come possiamo salvare la natura, ma come possiamo tornare a sentirci parte di essa”.