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Emergono nuovi dettagli sul dramma di Faido e Leontica. Secondo l’ipotesi investigativa della Polizia cantonale, il 59enne avrebbe esploso tre colpi d’arma da fuoco con l’intento di attirare gli agenti all’interno del cascinale, dove sarebbe stata predisposta una trappola esplosiva. L’esplosione ha ferito tre poliziotti e, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre riferito che, dopo i fatti, gli investigatori hanno raccolto a Leontica più testimonianze secondo cui l’uomo diceva da tempo di essere gravemente malato e di voler «sistemare alcune pendenze» prima di morire. Al momento, precisano però le autorità, non vi sono elementi che confermino l’esistenza della malattia.
La Polizia ha inoltre difeso la gestione dell’intervento, spiegando che non è stato diramato un allarme alla popolazione perché non vi erano elementi oggettivi che facessero ritenere la presenza di un concreto pericolo imminente per la collettività. Le indagini sono tuttora in corso per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e chiarire ogni aspetto della vicenda.