L'Mps interroga il governo cantonale sulla necessità di mettere a punto un dispositivo per prevenire derive razziste o violente

I precedenti non mancano. Quanto basta per alzare l'asticella dell'attenzione. In effetti, la prossima sfida internazionale che, il 20 agosto, vedrà in campo il Fc Lugano e il Maccabi Tel Aviv, oltre all'interesse sportivo, sta suscitando, anche "alcune importanti preoccupazioni sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico, considerato il possibile arrivo in Ticino di un numero significativo di tifosi della squadra israeliana". A sollevare il tema davanti al Consiglio di Stato è una interrogazione firmata da Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, deputati Mps. Tutto nasce, motivano i due gran consiglieri, dai "gravi fatti verificatisi ad Amsterdam in occasione della partita Ajax–Maccabi Tel Aviv del 7 novembre 2024 e ai quali ha dato ampio risalto la stampa internazionale". Quegli avvenimenti, si rimarca, hanno dimostrato "quanto rapidamente una partita di calcio possa trasformarsi in una situazione di grave ordine pubblico quando alla rivalità sportiva si sovrappongono le tensioni legate al conflitto israelo-palestinese".
Ora, alla luce del contesto internazionale e proprio di quelle tensioni, "appare legittimo chiedersi se le autorità dispongano di informazioni sufficienti circa la composizione e le caratteristiche dei gruppi organizzati di tifosi attesi in Ticino", si chiedono i due parlamentari. Esiste l’eventualità che tra i sostenitori si mischino persone "già note alle autorità per comportamenti violenti, intimidatori, razzisti o per il coinvolgimento in episodi di ordine pubblico, indipendentemente dal loro eventuale ruolo o appartenenza alle forze armate". Di conseguenza, si sollecita, "è opportuno chiarire se, nell'ambito dello scambio di informazioni con le autorità israeliane e con gli organismi internazionali competenti, siano state effettuate verifiche anche sulla presenza di eventuali soggetti appartenenti o precedentemente appartenuti all'IDF che risultino coinvolti in episodi rilevanti sotto il profilo della sicurezza". E farlo per tempo.
In altre parole, "non si tratta di criminalizzare una tifoseria o di attribuire comportamenti individuali all'insieme dei sostenitori del Maccabi Tel Aviv. Si tratta piuttosto di capire se le autorità dispongano di informazioni sufficienti per identificare eventuali persone o gruppi già noti per comportamenti violenti e se siano state predisposte misure adeguate per impedire che episodi analoghi a quelli verificatisi ad Amsterdam possano ripetersi sul territorio ticinese". Le autorità hanno gli strumenti per agire. Infatti, l'intento, dichiarato da Sergi e Pronzini, è "garantire che una manifestazione sportiva non diventi il pretesto per importare nel nostro Cantone le tensioni, le provocazioni e le violenze che si sono già manifestate altrove". E al contempo assicurare "la sicurezza delle persone e la lotta contro ogni forma di razzismo e antisemitismo"; e ciò "senza doppi standard e senza distinzione rispetto all'origine degli autori dei comportamenti illeciti".
Di conseguenza, ci si interroga se "il Cantone abbia previsto un coordinamento specifico con il Fc Lugano e con gli organizzatori della partita, affinché siano adottate misure preventive anche all'interno e nelle immediate vicinanze dello stadio". E se si siano messi a punto "dispositivi di sicurezza per prevenire episodi di razzismo, antisemitismo, incitamento all'odio o violenza, indipendentemente dall'origine o dall'appartenenza dei loro autori".