Intercettata dai collaboratori dell'Udsc, una donna è stata multata e richiamata ai suoi doveri. Confiscati gli accessori contraffatti

L'idea era quella di passare il confine senza pagare pegno. Invece, i collaboratori dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc) hanno intercettato il carico di accessori e capi di abbigliamento, tra questi anche alcune borse griffate rivelatesi, però, false e quindi confiscate. La merce era stata caricata, l'11 agosto scorso, su un volo in arrivo dall’Islanda e atterrato ad Agno. A bordo c'era anche una cittadina di nazionalità ucraina, che ha poi dovuto sdoganare il resto di ciò che stava trasportando e pagare una multa per la mancata dichiarazione doganale all’ingresso in Svizzera.
In effetti, "l'introduzione nel territorio doganale svizzero o l'asportazione da quest'ultimo di contraffazioni legate a marchi e design – spiega l'Udsc – sono in linea di massima vietate. Lo stesso vale per le merci importate, esportate o in transito nel traffico turistico per scopi privati. Al passaggio del confine, le contraffazioni possono essere confiscate e distrutte. Il fatto che le merci siano nuove o già usate non ha nessuna influenza".