La zurighese nell’asta regala il secondo oro alla Svizzera dopo quello di Joseph la sera prima. ‘Ero un po' nervosa, ma è stato un concorso perfetto’

Il giovedì agli Europei di Birmingham regala la seconda medaglia alla Svizzera. Ed è nuovamente d’oro, dopo quella festeggiata la sera prima dallo sprinter basilese Jason Joseph. Senza sorpresa, il secondo podio rossocrociato in due giorni porta la firma di Angelica Moser, la campionessa in carica della disciplina grazie al trionfo di due anni fa a Roma, arrivata in finale – martedì – con la misura di 4m50 senza la minima sbavatura. Dopo aver passato ieri senza problemi anche la misura d’ingresso a 4m45, ieri sera la zurighese ha ingaggiato una lotta all’ultimo balzo con la finlandese Wilma Murto, che ha cambiato cognome in Heltelä all’inizio di quest’anno dopo aver sposato un musicista. Le due filano dritte dritte fino a quota 4m75, quando Angelica Moser supera i 4m80, eguagliando il personale stagionale, piazzando l’affondo decisivo, mentre invece la rivale sbaglierà il primo tentativo alla stessa altezza, regalando di fatto il successo all’elvetica. «È stato il concorso perfetto, per me, e sono davvero felice di aver potuto difendere il titolo – dice, a caldo, Angelica Moser ai microfoni di Srf –. Anche se, l’ammetto, prima di cominciare ero davvero nervosa, ma poi sono riuscita a concentrarmi su ciò che dovevo fare».
Sfumano, invece, i sogni da podio di Fabienne Hoenke. La ventiduenne argoviese, vera sorpresa dei 200 m a questi Europei, soffre la partenza delle principali avversarie, e nonostante un finale in grande progressione si deve accontentare di un amarissimo quarto posto, in 22’’55, nella gara vinta dalla favoritissima Amy Hunt, davanti al proprio pubblico, in 22’’19.
Se il buon giorno si vede dal mattino, Timothé Mumenthaler può senz’altro dirsi soddisfatto di come stanno le cose alla vigilia del momento più atteso dallo sprinter ginevrino. Che stasera, alle 22.25, torna in pista per difendere il titolo europeo dei 200 m conquistato due anni fa a Roma con un 20’’28 che era praticamente all’altezza del suo personale (20’’27). Ora, però, quella è musica del passato: infatti, il portacolori dello Stade Genève ieri si è letteralmente superato, piazzando un grandissimo 20’’09 che ovviamente è il suo nuovo tempo di riferimento (con un vento di +1,6 m/s) a un solo centesimo dal vincitore della seconda semifinale, l’inglese Hughes. «Se è stato facile? No, non lo è stato, perché a un Europeo il livello è davvero alto. Però ho levato il piede dal gas a una decina di metri dall’arrivo, perché l’oro non lo si gioca né in qualificazione, né in finale, e io sono qui per quello» dice il romando ai microfoni della diretta, lasciando intendere di avere ancora un po’ di margine in vista della finale odierna. Dove, tra l’altro, gli svizzeri in gara saranno due: infatti, poco dopo, nella terza e ultima semifinale, sulla stessa corsia, la numero 7, Williams Reais risponde alla grande, bruciando al fotofinish l’italiano Dezza, e con il suo 20’’35 si qualifica alla finale con il settimo tempo totale.