In 50 hanno preso parte alla ciclo-esperienza ambientale di 500 km attraverso la Svizzera, da Grono a La Brévine

La quarta edizione del progetto climatico-sportivo ‘Temperature in sella’ si è conclusa sabato 25 luglio nella piazza di La Brévine dove sono giunti i 50 ciclisti provenienti dalla Svizzera italiana e dal Giura neocastellano, dopo aver percorso quasi 500 km in sella tra il Comune più caldo della Svizzera (Grono) e la ‘Siberia della Svizzera’, La Brévine appunto.
Durante la cinque-giorni in sella sono stati organizzati diversi momenti di condivisione e riflessione dove i partecipanti hanno incontrato autorità locali e cantonali; in particolare a Olivone l’incontro con la sindaca Claudia Boschetti Straub, a Disentis col sindaco René Epp, a Berna col vicesindaco Alec von Graffenried che ha accompagnato il gruppo attraverso la capitale sino a Erlacherhof, sede del Municipio. Infine ad attendere il plotone a La Brévine era presente Laurent Kurth, già presidente del governo neocastellano.
A suggellare il legame tra ‘Temperature in sella’ e Parkinson Svizzera, oltre ai rappresentanti della politica, alla partenza di Grono era presente la direttrice Susann Egli e all’arrivo a La Brévine il presidente dell’omonima associazione Elmut Zwahlen. È stata l’occasione per riflettere sugli ideali del progetto, vale a dire il tema dei cambiamenti climatici, la promozione della mobilità lenta e delle piste ciclabili e l’importanza del movimento, la forza di volontà e l’attività fisica, soprattutto per le persone confrontate col morbo di Parkinson.
Il progetto devolverà il ricavato all’Associazione Parkinson Svizzera e a tal proposito è ancora possibile effettuare donazioni (informazioni e coordinate disponibili al sito temperatureinsella.ch). “Le emozioni vissute a ogni chilometro percorso, gli abbracci, gli occhi lucidi e il caldo ambiente all’arrivo a La Brévine sono la testimonianza di come questa semplice idea divenuta poi un progetto sintetizzi i valori del nostro Paese riunendo gli estremi (caldo/freddo, nord/sud, differenze linguistiche e culturali) grazie alla condivisione, allo spirito di sacrificio e alla forza del gruppo che lo sport sa regalare”, sottolinea in un comunicato la coordinatrice Anya Censi.