Locarnese

Fresco, ombra e acqua per combattere la canicola a Locarno

Tre mozioni dei Verdi (sostenute dalla Sinistra) chiedono una strategia comunale per contrastare le sempre più frequenti e intense ondate di calore

21 luglio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Una rete d’ombra per la mobilità lenta e dei luoghi freschi per la popolazione, nonché un miglior accesso all’acqua potabile negli spazi pubblici. Sono le tre proposte contenute in altrettante mozioni attraverso le quali il gruppo Verdi e indipendenti di Locarno (primi firmatari Marko Antunovic, Mariachiara Cotti e Ariele De Stephanis) mira a “rafforzare l’adattamento della Città di Locarno alle sempre più frequenti ondate di calore”. Mozioni – a livello locale sostenute anche dai rappresentanti della Sinistra Unita Francesco Albi, Lorenza Bardelli e Rosanna Camponovo – che come spiegano i rappresentanti del gruppo “si inseriscono in una più ampia azione politica a livello cantonale coordinata con il Partito Verdi del Ticino” e che “nascono dall’esigenza di un’azione politica più chiara e decisa per quel che concerne l’adattamento alle ondate di calore. Di anno in anno, infatti, la canicola si fa sentire in modo più preponderante”, con ondate di calore “sempre più frequenti, intense e durature quale conseguenza del cambiamento climatico. Le temperature elevate non rappresentano soltanto un disagio, ma costituiscono un concreto problema di salute pubblica”, in particolare per le categorie maggiormente esposte come “anziani, bambini, persone affette da malattie croniche, donne in gravidanza, persone con disabilità e coloro che vivono in abitazioni particolarmente soggette al surriscaldamento o prive di adeguati sistemi di raffrescamento. Anche chi lavora all’aperto o si trova in condizioni di fragilità sociale può incontrare maggiori difficoltà nel proteggersi efficacemente dal caldo”.

Realizzare e mappare luoghi freschi e accessi all’acqua potabile

In questo contesto, gli autori delle mozioni sottolineano come “le autorità sanitarie federali e cantonali raccomandino da tempo una serie di misure preventive, tra le quali la permanenza durante le ore più calde della giornata in ambienti freschi o climatizzati. Tuttavia, non tutti dispongono di tali spazi nella propria abitazione o nelle immediate vicinanze”. Da qui la prima proposta, ossia la creazione (e per questo la mozione chiede di stanziare un importo adeguato) di una “rete comunale di luoghi freschi”, ritenuta una “misura semplice, efficace e relativamente poco onerosa. Si tratta di valorizzare strutture pubbliche già esistenti – quali biblioteche, centri civici, spazi comunali, musei, sale multiuso o altri edifici pubblici – rendendole facilmente identificabili e accessibili durante gli episodi di caldo intenso. Diverse città svizzere hanno già sviluppato iniziative analoghe, predisponendo mappe dei luoghi freschi e adottando misure specifiche durante i periodi di allerta canicola. Queste esperienze dimostrano come sia possibile migliorare concretamente la protezione della popolazione senza richiedere importanti investimenti infrastrutturali”.

Una richiesta analoga viene formulata, sempre riprendendo l’esempio di altri centri urbani elvetici, per quel che riguarda “la possibilità di garantire un accesso capillare, gratuito e facilmente riconoscibile all’acqua potabile negli spazi pubblici”, misura ritenuta tra le azioni “più semplici, efficaci e sostenibili” per contrastare le temperature sempre più elevate e che oltre ai benefici sanitari, “produce importanti vantaggi ambientali ed economici”. Per i firmatari infatti “incentivare il riempimento delle borracce riduce il consumo di bottiglie in plastica monouso, limita la produzione di rifiuti e contribuisce a promuovere modelli di consumo più sostenibili. Al tempo stesso, valorizza un bene pubblico di elevata qualità quale l’acqua distribuita dagli acquedotti comunali, che rappresenta una risorsa sicura, controllata e rispettosa dell’ambiente”. Anche in questo caso si chiede l’elaborazione di una strategia comunale, volta a “rafforzare e valorizzare l’accesso all’acqua potabile negli spazi pubblici”, ad esempio attraverso “punti di riempimento delle borracce (refill points), mappe digitali e una segnaletica uniforme che ne faciliti l’individuazione”.

Una rete d’ombra per la mobilità lenta

Per quel che riguarda infine il discorso della mobilità, la richiesta è di dotarsi di “una strategia comunale per percorsi pedonali e ciclabili resilienti. La Città sta investendo nello sviluppo della mobilità lenta quale elemento fondamentale di una mobilità sostenibile, del miglioramento della qualità dello spazio pubblico e del perseguimento degli obiettivi climatici. L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore rende tuttavia sempre più importante garantire condizioni di comfort climatico lungo i percorsi pedonali e ciclabili. Numerosi itinerari si sviluppano infatti in contesti fortemente urbanizzati, caratterizzati da ampie superfici impermeabilizzate che accumulano calore e da una limitata presenza di vegetazione e di zone d’ombra. Percorsi esposti al sole durante i mesi estivi possono scoraggiare gli spostamenti a piedi e in bicicletta, compromettendo gli obiettivi perseguiti dalla politica comunale in materia di mobilità, salute pubblica e sostenibilità ambientale. L’integrazione dell’adattamento ai cambiamenti climatici nella pianificazione della mobilità lenta rappresenta pertanto una misura di interesse pubblico. La realizzazione progressiva di una rete di percorsi ombreggiati mediante alberature e altre soluzioni basate sulla natura contribuisce infatti a ridurre l’effetto isola di calore, migliorare il comfort degli utenti, valorizzare lo spazio urbano e incrementare la biodiversità”. Da qui appunto la richiesta di “un credito per l’allestimento di uno studio di fattibilità per la progettazione e la realizzazione di una rete di percorsi pedonali e ciclabili ombreggiati”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali