L'Udc torna alla carica e, con un atto parlamentare, chiede al Municipio se ci possano essere eventuali conseguenze sulla validità delle decisioni della società

La notizia riportata oggi su ‘laRegione’ sulla volontà del Municipio di mantenere il municipale Filippo Lombardi nel Consiglio di amministrazione (Cda) di Ail Sa nonostante i raggiunti limiti d’età fa scattare l’interrogazione. Il gruppo Udc torna sul tema ritenendo infondate le ragioni invocate dall’Esecutivo alla base di questa decisione: il ritardo nei lavori sulle nuove regole di governance delle partecipate, l’esigenza di continuità nell’elaborazione del Piano energetico comunale (Peco) e infine una prassi consolidata in cui il limite d’età sarebbe stato superato. Il partito, lo ricordiamo, aveva invitato il Municipio a rendere pubbliche le modalità e le tempistiche della sostituzione di Lombardi, proprio perché non ha mai avuto dubbi sul fatto che lasciasse la carica.
Gli interroganti – primo firmatario è Alain Bühler – richiamano l’articolo 19 dello statuto societario di Ail Sa che impone ai consiglieri eletti di restare in carica quattro anni e di poter essere rieletti, ma per un massimo di tre mandati, fino al compimento del settantesimo anno di età. All’Esecutivo viene chiesto quale facoltà abbia per prevaricare questo statuto e la volontà del Cc che aveva fissato l’età massima vent’anni fa. Non ci sono motivi per non assecondare quanto stabilito dal Legislatore: “Nel rapporto dell’11 gennaio 2000 sul messaggio municipale, la Commissione speciale scrisse infatti, senza margini di ambiguità, la proposta poi approvata “di aumentare l’età massima di appartenenza al Consiglio di amministrazione da 65 a 70 anni”. In particolare, ai democentristi preme sapere quali siano i casi in base ai quali si è consolidata la prassi che permette di non rispettare il voto del Consiglio comunale. L'Udc ha chiesto al Municipio se abbia verificato le conseguenze della permanenza di un membro privo di titolo statutario sulla validità delle decisioni assunte da allora, con la sua partecipazione e sulle indennità corrisposte dopo tale data ed entro quale termine intenda ripristinare una composizione del Cda conforme all’articolo 19.
Non solo. Il gruppo Udc ritiene che una risposta pubblica alla sua lettera da parte del Municipio fosse necessaria, siccome la società è interamente pubblica. Il partito ha preso atto con stupore che una decisione era stata presa, discussa in seduta e persino accompagnata da pareri giuridici. Il Municipio ha quindi riconosciuto per iscritto che la situazione era ‘determinatasi in applicazione dello statuto’, cioè che il limite aveva prodotto i suoi effetti, salvo poi scegliere di ignorarne la conseguenza, senza informarne direttamente il Legislativo”. Tuttavia, secondo l’Udc, “il Consiglio comunale non può venire a conoscenza delle scelte del proprio Esecutivo leggendo il giornale”, precisando che “la questione non riguarda la persona. Non è in discussione la competenza di Filippo Lombardi. È in discussione il rispetto dello statuto, della volontà del Consiglio comunale e delle garanzie che lo stesso Municipio aveva dato pubblicamente appena un anno fa”.