Ticino

Zali alza le barricate e preannuncia le vie legali

In relazione alla lettera inviatagli dai presidenti di Centro, Plr e Ps, il consigliere di Stato denuncia: ‘Strumentale violazione della mia sfera privata’

‘Inaccettabile il comportamento di Dadò, Speziali e Sirica’
(Ti-Press)
22 luglio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Ha deciso di procedere penalmente il consigliere di Stato e presidente del governo Claudio Zali nei confronti dei tre presidenti di partito – Fiorenzo Dadò (Centro), Alessandro Speziali (Plr) e Fabrizio Sirica (Ps) – autori, come anticipato questa mattina dal ‘Cdt’, della lettera a lui indirizzata in cui veniva sollecitata al leghista una presa di posizione pubblica. Una richiesta di chiarimenti, ritenuta dai tre deputati “inevitabile”, relativa a due registrazioni di conversazioni telefoniche attribuite a Zali e pubblicate su Instagram nelle scorse settimane. Registrazioni da cui emergono, scrivono Dadò, Speziali e Sirica, “affermazioni riguardanti fatti e circostanze che destano profonda preoccupazione per la loro gravità, in quanto riferiti a potenziali questioni di violenza nei confronti di una donna”.

In una nota inviata anche alla stampa e firmata avv. Claudio Zali, il diretto interessato fa quindi sapere di aver preso atto, “con rammarico, di una nuova e strumentale violazione della mia sfera privata, stavolta a mano di presunte registrazioni risalenti a parecchi anni fa, che qualora a me attribuibili, sarebbero state effettuate a mia insaputa e sarebbero dunque a tutti gli effetti frutto di reato”. Allo stesso modo, rimarca, “è inaccettabile il comportamento dei tre presidenti di partito che per evidenti scopi elettorali si avvalgono di registrazioni palesemente illegali per esercitare pubblicamente pressioni indebite nei confronti di un consigliere di Stato”. Tant’è, sancisce, che “mi vedo costretto, a mia tutela, a procedere penalmente nei confronti di tutte le persone coinvolte, ivi compresi evidentemente Fiorenzo Dadò, Alessandro Speziali e Fabrizio Sirica. Sarà dunque il ministero pubblico a svolgere tutti gli accertamenti del caso nell’ambito di un procedimento penale del quale chiederò l’avvio nei prossimi giorni, in cui il mio ruolo, tengo a precisare, sarà quello di denunciante e parte lesa, e non di accusato”.

Si attende ora una presa di posizione dei tre autori della missiva.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali