L'attrice, regista e modella italiana Isabella Rossellini ha incontrato oggi il pubblico del Locarno Film Festival al Forum @ Spazio Cinema. La figlia d'arte ha ripercorso la sua carriera, la sua passione per gli animali e i suoi progetti.
Rossellini è figlia dell'attrice svedese Ingrid Bergman e del regista italiano Roberto. Fotocopia della madre, a 74 anni compiuti è ancora una bellissima donna. Ieri in Piazza Grande ha ricevuto l'Excellence Award.
"La mia prima passione sono sempre stati gli animali, e rimangono gli animali", dice Isabella Rossellini in una conversazione in italiano, moderata da Olivier Père, ex direttore artistico del Locarno Film Festival. A 55 anni si è laureata in etologia e a Brookhaven, nello Stato di New York (USA), ha una fattoria di undici ettari. "Queste sono le mie pecore, ho decorato i miei vestiti con la loro lana", dice indicando il blazer bianco che indossa con inserti in lana.
Oltre che per la fattoria, questa passione l'ha portata a creare una serie di cortometraggi "Green Porno" sul comportamento animale. In questi video, si traveste in un determinato animale per spiegare, ad esempio, l'accoppiamento o l'ermafroditismo. Li si potranno vedere questo pomeriggio alle 14:00 al GranRex in una proiezione che è già tutta esaurita.
"Oggi sono 50 film in realtà", spiega. A permetterle di fare questi video è stato Robert Redford, che "aveva un canale televisivo, Sundance Channel, e voleva finanziare contenuti video per iPhone, che iniziavano ad essere distribuiti", prosegue. "Devo molto a Robert Redford, è lui che mi ha offerto la possibilità di diventare regista", afferma.
"Io non capisco niente di computer né di tecnica", dice Rossellini, per cui rimane sulle cose semplici, ispirandosi al cinema muto di Meliès. "Ora realizzo una nuova serie di film corti sugli animali intitolata 'The survival of the frendliest'", della durata di 30 minuti. "Lo stupore mi porta a scrivere", spiega evocando, ad esempio, quando ha scoperto che i vermi sono ermafroditi.
"Credo di aver fatto tutto in ritardo, mi sarebbe piaciuto fare tutto prima. Sono diventata modella a 27 anni, attrice a 32 e ho fatto un Master a 55 anni", dice, evocando la sua carriera.
In una carriera iniziata come modella, "quando ho compiuto 42 anni Lancôme ha rotto il contratto dicendo che ero troppo vecchia - poi mi hanno ripreso a 63 anni - quello è stato triste", afferma, "sono allora tornata all'università e poi ho ripreso anche a fare film e a lavorare per loro".
L'entrata nel mondo del cinema si è fatta a tappe: è stata dapprima costumista, assistendo Marcella De Marchis, prima moglie di suo padre. Poi Isabella, approfittando delle riprese che si tengono a Roma, si accaparra una piccola parte in "Nina" ("A matter of time", 1976) di Vincente Minnelli, in cui sua madre Ingrid Bergman recita.
"Per cinque anni non ho più fatto l'attrice", ride raccontando dal trauma lasciatole dal film "Il prato" (1979) dei fratelli Taviani, giudicato male dai critici. Durante la sua carriera come modella, ricorda ciò che le disse il fotografo americano Richard Avedon: "Guarda che le modelle sono un po' come le attrici mute", una frase che la portò poi a ritentare di lanciarsi nel cinema, riuscendoci.
Eclettica, Isabella Rossellini è stata per un periodo anche assistente del giornalista Gianni Minà. Poi ha fatto servizi giornalistici comici, spiega.
Nel mio lavoro "scelgo soprattutto il regista". "Spesso lavoro sul look del mio personaggio quando me lo permettono", dice. "Ho sempre voluto i capelli corti perché ho i capelli fini", aggiunge, per cui metteva le parrucche nei film.
Fra i suoi ruoli di attrice più memorabili c'è sicuramente la figura di Dorothy Vallens in "Velluto blu" ("Blue Velvet", 1986) di David Lynch. Nel quale era "pettinata come una bambola per mostrare che tutto andava bene", dice. Nel film "sono io che ho cantato ma abbiamo fatto un sacco di editing, altrimenti avrei fatto la cantante", scherza.
"'Blue Velvet' è stato molto controverso, allora David Lynch non era ancora molto conosciuto", spiega. "Assomigli a Ingrid Bergman" le aveva detto una volta Lynch, incontrandola in un ristorante, al che gli altri seduti al tavolo hanno replicato "ma stupido, lei è la figlia di Ingrid Bergman".
Fra i suoi registi preferiti Rossellini cita John Schlesinger. "Qualche anno fa ho sognato che mio padre e John si erano fidanzati in Paradiso", afferma ridendo e suscitando applausi e risate fra il pubblico. "Il neorealismo è nato come esigenza per fare un nuovo cinema dopo la guerra", ricorda evocando il padre. "I discorsi del cinema sono sempre i soliti; la ricerca di soldi, eccetera. Il cinema purtroppo costa. Però ora con le nuove tecnologie si possono ridurre i costi, ci sono bellissimi film fatti solo con i telefonini", dice.
Parlando della regista italiana Alice Rohrwacher, con la quale ha girato "La Chimera" (2023) e ha appena finito di girare un film in Umbria, dice: "Alice è magica, anche sua sorella Alba". "Sono figlie di un apicoltore tedesco, anch'io ho una fattoria e delle api e faccio il miele", spiega. "Io vedo nel suo cinema sia mio padre, che Fellini". "Mi commuove vedere in una nuova generazione una sorta di 'magical neorealism'", dice.
"Un film che guardo ogni anno è 'Il circo' di Charlie Chaplin", dice rispondendo alla domanda di una fan e lasciando nel pubblico l'impronta della sua semplicità.