I civili continuano a morire nei bombardamenti incrociati tra Russia e Ucraina anche dopo l'appello con cui ieri Papa Leone aveva chiesto ad "entrambe le parti" di fermare gli attacchi e "dare spazio alle diplomazie".
Mosca ha denunciato uno dei più letali raid di droni ucraini dall'inizio del conflitto su una sua città industriale, con un bilancio di 13 morti, tra cui un bambino, e 75 feriti. E ha affermato di non avere "nessuna scelta" se non quella di continuare i combattimenti. Mentre gli ucraini hanno riferito che i bombardamenti russi hanno provocato sei morti.
La città presa di mira dall'attacco ucraino è quella di Nizhnekamsk, nella repubblica del Tatarstan, un migliaio di chilometri dalla linea del fronte e sede di importanti raffinerie e uno stabilimento petrolchimico. Lo stato maggiore ucraino ha rivendicato il raid affermando che è stata colpita la raffineria Taneko, del gruppo Tatneft. Un attacco, insomma, simile a tanti altri degli ultimi mesi contro uno dei settori vitali dell'economia russa. Compreso uno compiuto il 12 giugno scorso sempre a Nizhnekamsk, in cui i vertici militari di Kiev avevano affermato che erano state prese di mira due raffinerie. Ma le autorità di Mosca sostengono che le forze ucraine hanno colpito, oltre a impianti industriali, anche edifici residenziali.
In particolare, l'ufficio stampa del capo della repubblica del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, ha denunciato che è stato colpito un ostello in cui sono rimasti uccisi nove civili. Sempre secondo il governo regionale, negli attacchi hanno perso la vita anche cittadini immigrati da ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale. In particolare, sono rimasti uccisi sette uzbeki, secondo il ministero degli Esteri di Tashkent.
L'attacco nel Tatarstan fa seguito a quello di domenica su un'altra regione russa, quella di Belgorod, che secondo le autorità locali ha provocato sei morti e 25 feriti, danneggiando strutture commerciali ed edifici residenziali. Il ministero degli Esteri russo ha accusato gli ucraini di prendere deliberatamente di mira i civili "per scopi terroristici". "Chiediamo ai ragionevoli esponenti della comunità internazionale, alle organizzazioni internazionali competenti e ai media indipendenti di fornire una valutazione chiara dei crimini terroristici di Kiev - ha dichiarato la portavoce, Maria Zakharova -. Considereremo il silenzio come complicità e incoraggiamento a ulteriori attacchi contro i civili russi".
Da parte sua, la Procura della regione nord-orientale ucraina di Kharkiv ha riferito che cinque persone sono rimaste uccise in "un massiccio attacco di artiglieria russo contro la zona residenziale" del villaggio di Bugaivka, nel distretto di Chuguiv. Mentre una persona è morta nell'oblast meridionale di Kherson quando un drone ha colpito un taxi, secondo il governatore, Yaroslav Chanko. Nella regione di Zaporizhzhia, anch'essa nel sud, bombe plananti russe hanno provocato 18 feriti, secondo la polizia.
Domenica Volodymyr Zelensky ha annunciato che questa settimana avrà "nuovi contatti con i mediatori" per una soluzione negoziata del conflitto. Ma il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin ha affermato che il presidente ucraino "e la sua cricca" puntano ad una prosecuzione del conflitto come "unico modo per rimanere al potere". E quindi a Mosca non rimane "nessuna scelta se non continuare a perseguire con mezzi militari la demilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina".
Lo stesso Galuzin ha espresso dubbi sulla sincerità degli Usa di volere mediare per la fine dei combattimenti, perché "la fornitura di dati di intelligence e altri tipi di assistenza" da parte di Washington "parlano da soli, e sono incoerenti con il desiderio di pace".