Washington chiede spiegazioni a Israele per l'anarchia e spinge Netanyahu a condannare le violenze, mentre l'IDF interviene per proteggere i palestinesi.
La situazione a Qusra, il villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania da cinque giorni sotto l'attacco di coloni estremisti israeliani e ora sotto assedio dell'IDF, ha suscitato l'ira dell'amministrazione Trump.
Dopo mesi di alta tensione nell'area, l'attenzione potrebbe derivare dal fatto che una delle famiglie accerchiate nel villaggio, gli Abu Ridi, sono anche cittadini americani.
L'ambasciatore USA in Israele, Mike Huckabee, pastore evangelico apertamente filo-israeliano, ha definito i coloni coinvolti "terroristi". Washington, riporta il sito di notizie israeliano Ynet, sta chiedendo spiegazioni su quella che viene definita "anarchia" in Cisgiordania, e starebbe anche spingendo perché Benjamin Netanyahu condanni pubblicamente le violenze a Qusra.
Finora il premier israeliano non si è espresso, relegando l'incarico al ministro della Difesa Israel Katz che ha condannato la violenza, ma ribadendo dal suo punto di vista che si tratta di un "fenomeno marginale".
L'IDF ha inviato mercoledì notte il battaglione Golani per smantellare il presidio degli attivisti di estrema destra sulle porte di alcune case di Qusra, dichiarando l'area 'zona militare chiusa' e affermando che l'operazione, che potrebbe impegnare "diversi giorni", è volta a "proteggere i residenti palestinesi e mantenere la sicurezza nell'area".
Inizialmente, l'IDF ha ordinato a diverse famiglie asserragliate in casa di evacuare, salvo poi fare retromarcia. Anche se a diverse ore dall'annuncio almeno una delle due famiglie assediate nel villaggio palestinese in Cisgiordania afferma di non essere ancora autorizzata a tornare a casa. L'IDF intanto ha aperto procedimenti disciplinari contro i soldati ripresi in preghiera nei giorni scorsi con i coloni prima dello smantellamento dell'avamposto. Ad ora, solo uno degli aggressori è stato fermato.
Fonti militari parlando con l'agenzia di notizie italiana ANSA definiscono la situazione "complicata". Il paradosso è evidente: un intero battaglione dell'esercito israeliano schierato per difendere palestinesi da attacchi di civili israeliani. E fotografa con brutale chiarezza le tensioni tra l'IDF e un governo impegnato in una campagna elettorale che si ripercuote direttamente sulla pelle dei palestinesi.
La condanna è arrivata in maniera insolita anche da diversi leader della comunità degli insediamenti. "Ciò che è accaduto a Qusra non è giusto e non è accettabile. Non c'è posto per decidere privatamente di costruire nel cortile di una casa", ha detto Israel Gantz, presidente del Consiglio Yesha, l'organizzazione ombrello degli insediamenti. Che, al contempo, ha invocato la fine degli Accordi di Oslo "per consentire la costruzione di insediamenti ebraici legittimi e regolamentati in tutte le aree libere".
La condanna del ministro Katz è arrivata invece durante la cerimonia per la rifondazione dell'insediamento Ganim, uno dei quattro evacuati dalla Cisgiordania nel 2005 nell'ambito del disimpegno dalla Striscia di Gaza voluto dall'allora premier Ariel Sharon. Il ministro delle Finanze Smotrich ha rivendicato la demolizione di 26 strutture palestinesi per far posto alle nuove case per israeliani a Ganim, dove oggi si sono stabilite 30 famiglie.
"Il governo Eisenkot-Liebermann-Golan ha già promesso di distruggere gli insediamenti che abbiamo creato. Questo è pericoloso!", ha twittato ieri Smotrich. Anche Gadi Eisenkot, principale rivale di Netanyahu alle elezioni di ottobre, punta il dito sulla tensione tra IDF e governo. "Di fronte all'anarchia e alla violazione della legge da parte di una minoranza estremista, il governo abbandona i comandanti dell'IDF da soli nella campagna. Israele ha bisogno di una vera leadership che sappia garantire la sicurezza".
Sullo sfondo, l'IDF ha reso noto di aver smantellato dall'inizio del 2026 151 avamposti illegali israeliani in Cisgiordania, molti dei quali ricostituiti più volte dopo ogni operazione.