CICLISMO

È il gran giorno di Carapaz, ma Schmid merita applausi

All’ecuadoriano la prima tappa alpina di questo Tour, davanti al generosissimo zurighese, battuto soltanto dal vincitore per il secondo giorno di fila

Secondo successo alla Grande Boucle per l’ecuadoriano
(Keystone)
23 luglio 2026
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A furia di provarci, Ricard Carapaz ce l’ha fatta. Nella prima tappa di un trittico infernale sulle Alpi, che avrà nel menu anche la mitica scalata all’Alpe d’Huez, oggi, e poi si concluderà sabato sul temuto Galibier, e che si è conclusa a Orcières-Merlette dopo ben 185 chilometri e con cinque salite in programma e un dislivello totale, e nonostante ciò i protagonisti hanno tenuto una velocità media superiore ai 41 km/h. Il trentatreenne sudamericano della Ef Education ha attaccato sull’ultima asperità di giornata, sette chilometri con una pendenza del 6,7%, ma ha dovuto spingere sui pedali per ben due volte, prima di riuscire a scrollarsi di dosso un Mauro Schmid davvero encomiabile, che per l’ennesima volta dimostra tutta la sua generosità, oltre alla sua qualità in salita, e dopo aver vinto a Belfort, venerdì scorso, in occasione della tredicesima tappa, a Orcières-Merlette chiuderà al secondo posto per il secondo giorno di fila, staccato di 45 secondi dal vincitore, in compagnia del californiano Matteo Jorgenson. «L’ascesa finale si adattava molto bene alle mie caratteristiche, era una salita dura – dice a caldo Ricard Carapaz, che nell’occasione festeggia il suo secondo successo di tappa in carriera alla Grande Boucle – e ho cercato di trovare la distanza giusta, attaccando un paio di volte, ed è bellissimo, ora, potermi godere questa vittoria, sofferta, come lo fu quella di due anni fa (nella diciassettesima frazione, a Superdevoluy, ndr)».

Il problema, è che alla fine l’ecuadoriano scollinerà con oltre quattro minuti di vantaggio sul plotone, dove c’era anche il giurassiano Yannis Voisard, il decimo della generale, che però dovrà lasciare proprio a Carapaz la decima piazza, e ora il portacolori della Tudor si ritrova all’undicesima piazza in classifica, staccato di 3’18’’ proprio dal vincitore di giornata.

Intanto, la novità di giornata è che dopo le difficoltà accusate da Adam Yates – sempre in corsa, ma rimasto vittima di «forti dolori allo stomaco» –, c’è un’altra tegola per la Uae Emirates di Tadej Pogacar. Infatti, uno dei suoi principali aiutanti, il fido Brandon McNulty, è stato costretto al ritiro a una ventina di chilometri dal traguardo di ieri, a sua volta per dei problemi di salute. Pur confortato dagli oltre quattro minuti e mezzo di vantaggio in classifica nei confronti del più immediato dei suoi inseguitori, il belga Remco Evenepoel, la maglia gialla slovena e i suoi compagni di squadra saranno davvero al riparo da sorprese nelle due micidiali tappe di montagna in cartellone oggi e domani, e che precederanno l’arrivo (trionfale?) di domenica sui Campi Elisi?

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