È il pensiero di Alexander Zverev, che risponde alle critiche dei Masters 1000, contrariati dai sempre più crescenti forfait dei grandi nomi

Le rinunce di Jannik Sinner (Atp 1) e Novak Djokovic (5) sono “il mero risultato della lunghezza, ormai circa due settimane, dei tornei Masters 1000. Per alcuni giocatori è semplicemente troppo lunga e dispendiosa, considerato soprattutto che a breve scatterà l’Us Open”, ha spiegato Alexander Zverev (3), che domani farà il suo debutto a Montréal, dov’è testa di serie numero uno. Secondo il tedesco, non saranno le prospettate sanzioni economiche a “risolvere” il problema delle assenze dei grandi nomi da queste competizioni. “Non è difficile: a fine anno si ricevono dei bonus, a seconda di quali Masters 1000 si sono disputati. Pensate che Novak si preoccupi di una cifra più o meno alta? Se dovessi tirare a indovinare, avrà circa quattrocento milioni (di euro) in banca. Non saranno 50mila in più o in meno a fare la differenza”.
Zverev ha esteso il suo ragionamento a eventuali sanzioni che toccherebbero la classifica internazionale. “Non credo proprio che si preoccupi – sempre riferito a Djokovic, ndr – nemmeno del suo ranking”. Il numero 3 del mondo, campione in carica del Roland Garros e finalista sull’erba di Wimbledon, ha invece ancora una volta manifestato le sue riserve sulla pertinenza di Masters 1000 di “dodici o più giorni”. Una durata, che alcuni considerano lunga e faticosa, che richiede un dispendio energetico molto simile a quello di un torneo del Grande Slam. In passato, quando erano più brevi, “disputavo spesso dei 250 e/o 500. Oggi, però, non ci riesco a causa del tempo che dedico a tutte le altre competizioni”. Non a caso pure il tedesco aveva seriamente preso in considerazione l’opzione di non raggiungere il Canada. “Abbiamo pensato di fare l’impasse su Montréal, ma poi abbiamo cambiato idea. Ho bisogno, infatti, di scendere in campo e partecipare di frequente a dei tornei così da non perdere il ritmo”.