Bellinzonese

Studio multato ma incaricato a Bellinzona: scatta l’interpellanza

A Klingenberg Arkitektur di Mendrisio la riqualifica del Centro funerario, eppure rischia una sanzione di 160mila franchi per sfruttamento del personale

Verso un abbellimento
(Ti-Press)
10 luglio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Sarà lo studio Klingenberg Arkitektur di Mendrisio a progettare la valorizzazione e riqualificazione interna ed esterna del Centro funerario comunale di Bellinzona risalente a oltre 50 anni fa, con l’obiettivo di migliorare la fruizione degli spazi e di ammorbidire l’austerità degli ambienti, come previsto nel messaggio municipale votato l’anno scorso dal Legislativo con una spesa di 1,24 milioni. Peccato che Klingenberg abbia in corso una vertenza con la Commissione professionale paritetica cantonale per gli ingegneri, gli architetti e professioni affini, la quale come emerso lo scorso febbraio ha comminato una multa di 160mila franchi per aver sottopagato una decina di collaboratori che hanno infine segnalato le irregolarità. A fronte di contratti dal 30 al 50% venivano conseguentemente retribuiti, ma operando anche fino al 100%. Il valore del lavoro non pagato in quattro anni ammonterebbe a circa un milione e gli oneri sociali mancanti a 200’000 franchi. Un grave caso di sfruttamento ancora presunto, avendo lo studio impugnato la multa dinnanzi al Tribunale arbitrale della commissione, dove la causa è pendente.

‘Riesaminare la decisione’

Il caso non è sfuggito alle consigliere comunali Maura Mossi Nembrini (Più Donne), Manuela Genetelli (Lega/Udc) e Sara Nisi (Vedi/Fa) che in un’interpellanza sollecitano il Municipio cittadino a chiarire se al momento di affidare il mandato di progettazione di 80mila franchi fosse al corrente della vertenza (i media ticinesi ne hanno riferito lo scorso febbraio) e se non ritenga opportuno ora riesaminare la situazione o effettuare ulteriori verifiche. Una questione dunque di opportunità di fronte a una presunta violazione del Ccl, pur considerando che fino a decisione definitiva vige appunto la presunzione d’innocenza, sebbene la segnalazione dei collaboratori e la relativa sanzione ora ‘sub judice’ sembrano non lasciare troppi dubbi.

‘Procedura conforme?’

Presunzione o no, le tre consigliere chiedono al Municipio di chiarire cosa lo ha indotto a preferire Klingenberg, quando gli è stato conferito l’incarico, con quale procedura e importo. Sollevata anche la questione regionale: “Considerato che il Bellinzonese dispone di numerosi studi qualificati, perché si è optato per uno del Mendrisiotto?”. Criticato anche il metodo del mandato diretto: “Come mai non si è considerata una procedura a invito tra più studi, così da garantire un confronto tra diverse proposte progettuali e assicurare la massima trasparenza nella scelta?”, questo considerato anche il particolare valore storico e architettonico del Centro funerario. In definitiva il Municipio “ritiene che la procedura adottata sia conforme ai principi di trasparenza, parità di trattamento, buon impiego del denaro pubblico e valorizzazione delle competenze professionali presenti sul territorio?”. Si chiede infine di mettere a disposizione del Consiglio comunale la documentazione indicando criteri di scelta, eventuali inviti, valutazioni e decisione finale.

Ecco com'è andata e la frase cancellata

Stando a nostre verifiche sono due i mandati diretti di cui Klingenberg Arkitektur ha finora beneficiato per il Centro funerario: uno di 23mila franchi nel febbraio 2024 e uno di 8mila franchi nel maggio 2025, entrambi durante la fase di elaborazione del messaggio municipale. Una pre-decisione di multa della Commissione paritetica risale al settembre 2025, quando allo studio di progettazione era stato assicurato il diritto di audizione; quella definitiva è datata gennaio 2026. Quest’ultima, per legge, impedisce alla Commissione paritetica di rilasciare la dichiarazione di rispetto del Contratto collettivo di lavoro; in assenza della dichiarazione lo studio non è dunque abilitato a ottenere mandati da enti pubblici, Comune di Bellinzona incluso. Mistero nel mistero: il 2 luglio scorso su Instagram i progettisti hanno pubblicato un post nel quale si dicevano “grati alla città di Bellinzona per averci conferito il mandato”. Post dal quale questa frase è misteriosamente sparita dopo poche ore… Non è escluso che il Municipio, sollecitato da qualcuno, abbia indotto lo studio a cancellarla subito.

Fonte InstagramIl post pubblicato il 2 luglio su Instagram dallo studio di progettazione di Mendrisio, che ringrazia il Municipio
Fonte InstagramLa nuova versione del post, dal quale sono spariti i ringraziamenti
Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali