Bellinzonese

Votazione sulla Fortezza, costituito il comitato civico favorevole

Il progetto ‘avrà ricadute economiche positive sul territorio e permetterà di salvaguardare il patrimonio dei castelli’

12 agosto 2026
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All’urlo di “I castelli sono il nostro patrimonio, insieme possiamo renderli ancora più belli!” si è costituito il comitato civico ‘Facciamoci Belli – Sì il 27 settembre’ che sostiene il progetto di valorizzazione della Fortezza in votazione la prima domenica del prossimo autunno a Bellinzona, giorno in cui gli aventi diritto di voto dovranno decidere se accettare il messaggio di 19,1 milioni votato in marzo dal Consiglio comunale per realizzare la prima tappa e progettare la seconda, o se sostenere il referendum interpartitico.

Il comitato civico è composto da un gruppo promotore di 28 persone attive in vari settori – commercio, ristorazione, albergheria, cultura, intrattenimento, imprenditoria, informazione, sport – che hanno deciso di lanciare un messaggio a favore di un progetto “che avrà ricadute economiche positive sul territorio e permetterà di salvaguardare il patrimonio dei castelli riuniti nella cosiddetta Fortezza riconosciuta dall’Unesco, e migliorarne l’accessibilità e la fruizione da parte di tutti, incluse le persone con difficoltà motorie, in particolare i residenti. Un modo anche per tramandare alle generazioni future quanto si è riusciti a conservare e mantenere ormai oltre 35 anni or sono con i primi restauri”.

Nel frattempo il gruppo si è rimpolpato grazie all'adesione di alcune altre decine di persone, annunciatesi sul sito www.facciamocibelli.ch a sostegno dell’operazione voluta dal Municipio (in accordo col Cantone chiamato a co-finanziare quale proprietario della Fortezza) e votata dal Legislativo. Il portale “contiene i principali argomenti che dovrebbero essere considerati per una scelta consapevole”. I nominativi dei sostenitori vengono pubblicati sulla stessa pagina, in aggiornamento costante.

Gli argomenti sono molteplici, già a partire dalla fatidica domanda: su cosa si vota veramente? Il messaggio municipale per la prima fase prevede un investimento di 19,1 milioni entro il 2029 – di cui 4,5 a carico della Città e gli altri 14,5 a carico del Cantone e Confederazione – destinato all’ampliamento dell’offerta museale e alla manutenzione di quanto esistente. “Ciò manterrà questo bene quale efficace veicolo di promozione turistico-culturale del territorio, a beneficio di tutti”.

Tesi a confronto

I referendisti, ricordiamo, portano avanti almeno quattro argomenti: troppi secondo loro i 19,1 milioni, sbagliato chiamarla Fortezza, un errore introdurre l’accesso a pagamento in più parti, inopportuno affidare la gestione a una fondazione anziché alla Città. I favorevoli difendono invece la denominazione ufficiale Fortezza (utilizzata per esempio nella campagna pubblicitaria oltre i confini cantonali) ma sostengono che “si potranno ancora chiamare castelli”. I residenti nella città aggregata “potranno accedere gratuitamente mostrando la tessera Bellinzona 360”. Inoltre “alcuni interventi previsti renderanno accessibili nuovi spazi per eventi anche a beneficio della popolazione e moltiplicheranno le occasioni di aggregazione”. Da notare che “una ridotta percentuale dei bellinzonesi frequenta la Fortezza regolarmente, si stima il 5%. Il monumento è quindi soprattutto destinato ai turisti e visitatori che lamentano una scarsità di contenuti e attività collaterali, problemi con l’accessibilità e la sicurezza”. Dopo 35 anni dagli ultimi restauri e 26 dall’iscrizione all’Unesco, “un rinnovamento è quindi dovuto per avere spazi aggiornati, di qualità e attrattivi per i visitatori e i residenti”.

‘Generatore di sviluppo economico’

I castelli sono anche considerati un importante generatore di sviluppo economico: “Dopo la fase di investimenti iniziale il progetto genererà nuovi posti di lavoro e un indotto per l’economia locale stimato in 14,2 milioni rispetto ai 7,1 stimati nello studio del 2015 e riferiti a un pubblico di 100’000 visitatori paganti e non”. Le figure professionali richieste saranno curatori delle nuove mostre, moderatori culturali, responsabili di eventi, accoglienza, manutenzione e responsabili di comunicazione e marketing nonché stagisti. “Le entrate saranno generate non solo con i biglietti ma anche con la locazione degli spazi per eventi, visite guidate, shop, audioguide e parcheggi”. Stando al business plan “si andrà a pareggio già dal primo anno con utili netti in crescita. Questo permetterà di ridurre i contributi pubblici (finanziati con le imposte dei cittadini) e di avere risorse per progetti a favore della comunità”. L’indotto – sostiene sempre il comitato civico – favorirà la ristorazione, gli alberghi e il commercio.

Scettici e contrari sostengono dal canto loro che tutti questi milioni sarebbero meglio spesi in altri ambiti. “Ma l’apporto del Cantone e della Confederazione – replica il comitato – è vincolato a questo progetto. Se non si realizza, la Città manca una vera opportunità. Altri progetti citati sarebbero una pura spesa senza portare niente all’economia locale”.

Altrove intanto non si resta alla finestra, avverte il comitato: Friborgo investe 71 milioni per il nuovo Museo di storia naturale, il restauro del Castello di Grandson nel Canton Vaud vale 52 milioni, il progetto cantonale di nuovo Museo di storia naturale a Locarno ammonta a 36 milioni (più 9,5 milioni di progetto), la Città di Locarno prevede un investimento di 15 milioni per la parte architettonica del castello visconteo, il Lac di Lugano ha superato i 200 milioni. Ora a Bellinzona “si tratta di fare un piccolo sforzo per restare al passo e guardare al futuro con ottimismo”.

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