Imposta sugli utili immobiliari, la proposta del Plr. Rusconi: la misura rafforzerebbe l'autonomia locale e limiterebbe la crescita della pressione fiscale

Il 40% del gettito netto dell’imposta sugli utili immobiliari venga attribuito al Comune dove è situato il fondo oggetto del trasferimento. È quanto propone, passando da una modifica della legge tributaria, il liberale radicale Patrick Rusconi con un'iniziativa parlamentare. Iniziativa, sottoscritta da altri due deputati del Plr (Michela Ris e Luca Renzetti), in cui si evidenziano gli effetti positivi della misura. La quale consentirebbe di rafforzare l’autonomia comunale, sostenere gli investimenti locali, contenere la crescita della pressione fiscale (“contenimento dei moltiplicatori”) e garantire “una più corretta” ripartizione delle risorse tra i diversi livelli istituzionali.
Negli ultimi anni, si ricorda nell’atto parlamentare, i Comuni ticinesi sono stati chiamati a far fronte a “oneri sempre maggiori”. Rilevano gli iniziativisti: “Nuovi compiti amministrativi, maggiori esigenze infrastrutturali, costi sociali crescenti e una continua pressione finanziaria hanno progressivamente ridotto i margini di manovra delle amministrazioni comunali”. Parallelamente, ricordano, il Cantone ha mantenuto “il controllo esclusivo di importanti fonti di entrata fiscale”. Tra cui la Tui, l’Imposta sugli utili immobiliari, che grava sugli utili realizzati in occasione della vendita di fondi e immobili. Nel Consuntivo del Cantone 2025 questa imposta “ha generato entrate per circa 79,1 milioni di franchi a favore delle casse cantonali”. Una cifra “considerevole”, che “dimostra l’importanza economica del settore immobiliare per le finanze pubbliche cantonali”.
Tuttavia si aggiunge nell’atto parlamentare, il valore che genera tali utili “non nasce esclusivamente dall’iniziativa privata. Deriva anche dagli investimenti pubblici effettuati nel corso degli anni dai Comuni: infrastrutture, scuole, strade, illuminazione pubblica, reti idriche e fognarie, trasporto pubblico, pianificazione territoriale, sicurezza, qualità urbana e servizi alla popolazione. Sono infatti i Comuni a costruire quotidianamente le condizioni che rendono attrattivo un territorio e che contribuiscono alla crescita del valore immobiliare”. Nonostante ciò, il gettito della Tui “viene oggi incassato integralmente dal Cantone”. Rusconi e colleghi non hanno dubbi: “Il principio è semplice: dove nasce il valore, deve ritornare una parte delle entrate che da esso derivano”. Peraltro “molti enti locali” sono in crescenti “difficoltà finanziarie, pur contribuendo in modo determinante alla creazione della ricchezza che genera il gettito fiscale”.
Con riferimento ai dati del 2025, la quota comunale del 40%, come quella proposta, avrebbe comportato “una redistribuzione ai Comuni ticinesi di circa 31,6 milioni di franchi, lasciando comunque oltre 47 milioni di franchi nelle casse cantonali”. Non poco, nel primo come nel secondo caso.