Bellinzonese

‘Il Municipio ha fatto il possibile per evitare quella chiusura?’

A Bellinzona il Movimento per il socialismo pone una lunga serie di interrogativi dopo l’annuncio fatto ieri dal gigante giallo sull’ufficio delle Semine

L’ufficio postale delle Semine ha le settimane contate
(Foto Regione)
18 agosto 2026
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Il Municipio di Bellinzona ha fatto i compiti fino in fondo per evitare nel limite del possibile la chiusura della Posta delle Semine e il suo trasferimento di 150 metri nella farmacia Azione, sempre in via Zorzi? È la domanda di fondo dell'interpellanza targata Mps depositata alla luce delle informazioni fornite ieri ai media dal gigante giallo, la cui decisione di voler chiudere e trasformare l'ufficio in una ‘filiale in partenariato’ risale a due anni fa. Nel settembre 2024 gli stessi consiglieri comunali Mps Matteo Pronzini e Martino Colombo avevano presentato una risoluzione (votata dal Cc con 33 sì e 18 no) contro la chiusura degli uffici postali di Semine e San Paolo, sollecitando una chiara opposizione del Comune, il coordinamento col Cantone, la Deputazione ticinese alle Camere federali e gli altri Comuni, nonché il ricorso alla Commissione federale delle poste (PostCom) qualora la Posta non avesse rivisto la propria decisione.

Durante il dibattito in Cc il sindaco Mario Branda aveva ribadito l'opposizione municipale alla chiusura dei due uffici, ricordando anche come in passato la Città fosse intervenuta direttamente per mantenere alcuni servizi postali nei quartieri, assumendone in parte la gestione, come avvenuto per un certo periodo a Camorino e Claro. Aveva però anche sottolineato come il margine d'azione municipale fosse limitato. Intanto un anno fa l'ufficio di San Paolo è stato inglobato nella Migros di via San Gottardo e per le Semine è in arrivo una soluzione analoga. Secondo l'Mps “la questione assume una particolare rilevanza se si considera il ruolo che il servizio postale svolge in un quartiere che presenta caratteristiche specifiche sotto il profilo sociale e demografico”.

Da qui una serie di domande volte a capire cos'abbia concretamente messo in campo il Municipio per contrastare la decisione della Posta, quali eventuali alternative ha proposto e quali siano le motivazioni addotte dall'azienda. In particolare, “considerato che il Comune può adire la PostCom qualora non venga raggiunta una soluzione di comune accordo, il Municipio intende utilizzare questo strumento per chiedere che la decisione della Posta venga riesaminata?”. E ancora: “Ha verificato nel dettaglio quali prestazioni oggi garantite dall'ufficio delle Semine non saranno più disponibili nella futura filiale, in particolare per le persone anziane, con difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali, che necessitano di operazioni allo sportello o che devono effettuare operazioni postali particolari?”.

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