Questa nuova prassi volta a combattere la criminalità organizzata resterà in vigore fino al 31 dicembre, quando verrà svolta un'analisi

Fino al 31 dicembre nella regione Moesa verrà temporaneamente richiesto un estratto del casellario giudiziale ai cittadini Ue/Aels che richiedono un permesso L, B o G. Lo ha indicato in un comunicato l'Ufficio retico della migrazione e del diritto civile (Umdc), precisando che questo “adeguamento temporaneo della prassi è inteso a contribuire alla sicurezza e alla prevenzione”, combattendo in particolare la criminalità organizzata. Ricordiamo che alla fine dello scorso febbraio nell'ambito di un'operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro, la polizia aveva arrestato in Francia e in Italia complessivamente sette persone. Quattro di esse, sospettate di essere legate alla Camorra e alla 'Ndrangheta, avevano un permesso di dimora a Roveredo.
Alla fine dell'anno verranno poi “analizzate l'efficacia della misura nonché le ripercussioni pratiche sulle procedure amministrative” dei Comuni interessati, così come dell'Umdc. In questo contesto l'Ufficio retico “prevede un onere supplementare considerevole. Occorre attendersi che i tempi per l'evasione delle domande a livello cantonale aumenteranno così come aumenterà il numero di dossier pendenti”. In ogni caso, “considerato il carattere temporaneo della misura e le conoscenze che si potranno acquisire, tale onere supplementare appare tuttavia sostenibile”.
La nuova prassi di richiesta degli estratti del casellario giudiziale – che vale per domande che vengono inoltrate sia tramite i Comuni sia attraverso lo sportello online – è stata decisa “dopo un'accurata analisi e in stretto contatto con il confinante Cantone Ticino” che già dal 2015 richiede l'estratto del casellario giudiziale a tutti gli stranieri, compresi i cittadini dell'Ue/Aels, che desiderano un permesso di dimora. Inoltre “gli Uffici del controllo abitanti dei comuni della regione Moesa saranno maggiormente coinvolti nel processo di esame delle domande di permesso”, prosegue la nota. “I loro accertamenti e le loro valutazioni confluiranno in modo sistematico nell'ulteriore valutazione delle domande”.
L'idea di introdurre una soluzione regionale per il casellario giudiziale era già stata ventilata a margine della sessione di giugno del Gran Consiglio retico dal consigliere di Stato Peter Peyer (Ps), che fino ad allora aveva sempre ribadito come tale misura fosse in contrasto con l’accordo sulla libera circolazione delle persone. L’Umdc aveva però individuato un possibile margine di manovra: nel caso ci si trovasse in una situazione straordinaria, si potrebbero adottare delle misure. Ed è proprio quelle che è stato fatto nel Moesano.