Il Municipio invita a mantenere lo status quo, rispondendo a un’interrogazione che chiedeva lumi sul futuro del comparto dopo il recente stop al Tribunale federale

“Il Municipio di Lugano né si ‘rimetterà passivamente’ alle decisioni del Cantone e neppure proporrà nuove soluzioni senza il coinvolgimento di Porza e Canobbio”. Questa, in estrema sintesi, la linea del Municipio di Lugano sul Nuovo Quartiere Cornaredo (Nqc), oggetto di una recente interrogazione interpartitica. L’atto parlamentare, prima firmataria: Carola Barchi (Plr-Pvl), manifestava dubbi e incertezze riguardo alla realizzazione dell’Nqc. Il progetto ha infatti subito una temporanea battuta d’arresto dopo la sentenza del Tribunale federale (Tf), che ha parzialmente accolto il ricorso dell’Associazione Traffico e Ambiente, bloccando dunque la realizzazione della maxi rotatoria sul fiume Cassarate. Un’ultima controversia, in quanto l’idea vincitrice del concorso per la riqualifica del quartiere aveva già suscitato malcontenti, e anche dai firmatari è ritenuta meno moderata rispetto ad altre proposte e incapace di soddisfare le esigenze del quartiere.
Di fronte a queste perplessità, l’Esecutivo riafferma la volontà di mantenere lo status quo, ritenendo che non sia necessario né opportuno “rivedere in modo sostanziale la viabilità principale e di conseguenza l’intero Masterplan”. In altre parole, la soluzione proposta dal Municipio è quella di semplicemente adattare e aggiornare il progetto secondo le esigenze presenti. A preoccupare i consiglieri sono anche le tempistiche con le quali verranno messe in atto le prospettate modifiche viarie. Una preoccupazione che il Municipio smorza parzialmente, precisando che “anche per il progetto originale sarebbe stato comunque necessario tornare in Gran Consiglio per chiedere nuovi crediti a causa dell’aumento dei costi”. I tempi si sarebbero allungati comunque, quindi.
Le diverse zone d’ombra che si sono create durante questo progetto hanno spinto inoltre i consiglieri a interrogarsi sull’utilità dell’Agenzia Nqc. Tuttavia, il Municipio difende con convinzione l’ente autonomo di diritto comunale, responsabile “da una parte di essere interlocutore dell’Autorità cantonale e dall’altra di mantenere unito il fronte dei Comuni nel perseguire gli obiettivi del Masterplan Nqc”. Grazie a questo ente – si ricorda – si sono realizzati progetti come la galleria Vedeggio-Cassarate e il vicino parco fluviale. A conclusione della risposta, il Municipio accentua nuovamente la necessità di mantenere vivo il rapporto con l’Agenzia, soprattutto “in un momento delicato come quello attuale, in cui bisogna perseguire la massima unità d’intenti (...) per poter identificare insieme le soluzioni più opportune”.