Ticino

Caso Zali, Avanti: ‘Il governo gli tolga Polizia e Magistratura’

In una nota il movimento di Amalia Mirante prende posizione: ‘Presunzione d'innocenza, ma non è più sostenibile che abbia queste competenze’

Le prese di posizione si moltiplicano
(Ti-Press)
23 luglio 2026
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Mentre nel pomeriggio sembra che sia prevista una riunione telefonica del Consiglio di Stato, a far sentire la sua voce è anche Avanti con Ticino&Lavoro che, con una nota diffusa alla stampa, non ci gira attorno: “Il governo sollevi immediatamente Claudio Zali dalle competenze in materia di Giustizia e Polizia”. Nel testo inviato dalla granconsigliera Amalia Mirante, Avanti “ribadisce il pieno rispetto della presunzione di innocenza, principio fondamentale dello Stato di diritto che deve valere per tutti. Proprio per questo, la questione non riguarda l’accertamento di eventuali responsabilità penali, che compete esclusivamente alle autorità competenti. Riguarda invece il corretto funzionamento delle istituzioni e la fiducia che i cittadini devono poter riporre in esse”.

Alla luce dei fatti emersi e della loro gravità, continuano, “riteniamo che non sia più sostenibile che il consigliere di Stato Claudio Zali continui a esercitare le competenze relative alla Giustizia e alla Polizia. Si tratta di ambiti che richiedono, oltre alla piena legittimazione giuridica, un’autorevolezza e una credibilità che devono essere percepite come indiscutibili. Per questo chiediamo al Consiglio di Stato di intervenire immediatamente, sollevando temporaneamente il consigliere di Stato Claudio Zali dall’esercizio delle competenze relative alla Giustizia e alla Polizia e attribuendole a un altro membro del governo fino al completo chiarimento della vicenda”.

Questa decisione, ribadisce Avanti con Ticino&Lavoro, “non costituirebbe una sanzione né un’anticipazione di giudizio. Sarebbe invece un atto di responsabilità istituzionale, necessario per tutelare l’immagine dello Stato, garantire il sereno funzionamento delle istituzioni e contribuire a ricostruire quel rapporto di fiducia tra cittadini e autorità che, negli ultimi mesi, è stato profondamente compromesso. Riteniamo inoltre – si legge ancora – che la responsabilità di affrontare questa situazione appartenga all’intero Consiglio di Stato. Di fronte a vicende che coinvolgono uno dei suoi membri, il governo non può limitarsi ad attendere gli sviluppi delle procedure. Ha il dovere di assumere le decisioni necessarie per preservare la credibilità delle istituzioni che rappresenta”.

Insomma, per Mirante, Roncelli e Albertini “il Ticino ha bisogno di istituzioni autorevoli, trasparenti e capaci di dare l’esempio. La fiducia dei cittadini è un bene prezioso: richiede anni per essere costruita e può essere compromessa in pochissimo tempo. Proprio per questo è indispensabile agire con tempestività. Qualora il governo non dovesse assumere in tempi rapidi una decisione adeguata, Avanti con Ticino&Lavoro chiederà che la questione venga trattata con urgenza dal Gran Consiglio, affinché il parlamento possa assumere le iniziative che riterrà opportune nell’interesse delle istituzioni e dei cittadini.

Sui suoi social, Amalia Mirante rincara scrivendo: “Caro ministro, se hai picchiato una donna, te ne devi andare”.

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