I due deputati del Movimento per il socialismo rilanciano tre domande di un vecchio atto parlamentare: ‘Non è mai troppo tardi. Speriamo’

L’Mps, il Movimento per il socialismo, torna alla carica sulla questione dei “rapporti tra Claudio Zali e le donne”. E lo fa riproponendo il testo di un’interpellanza depositata il 31 marzo 2025, poi trasformata in interrogazione e tuttora inevasa.
Un atto parlamentare, spiegano i due deputati dell’Mps Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, che “affronta una questione nota da tempo, sulla quale circolavano voci, documenti, indiscrezioni e, soprattutto, atti relativi a procedimenti passati e in corso, dai quali emergeva comunque, al di là delle risultanze processuali (e delle querele spesso abbandonate), un rapporto difficile, con possibili implicazioni anche dal punto di vista istituzionale”. E aggiungono: “Nessuno ha voluto approfondire la vicenda, nessuno ha voluto porre domande: tutti e tutte hanno fatto finta di niente”. Più di un anno fa, ricordano, l’Mps ha “sollevato una serie di interrogativi, partendo dalla circostanza di un processo (nel quale Zali si presentava come parte lesa) che aveva al centro proprio la questione dei rapporti tra Zali e le donne”. Dal deposito di questa prima interpellanza “sono trascorsi più di cinquecento giorni e l’evoluzione della situazione è tema di stretta attualità”, rimarcano i granconsiglieri. Non solo l’Ufficio presidenziale del parlamento non ha, a detta dei due deputati, ritenuto il tema importante, “declassando, senza batter ciglio, la nostra interpellanza a interrogazione”, ma nemmeno il Consiglio di Stato ha “ritenuto d'intervenire, fornendo una risposta”. Governo, evidenziano, “nel quale siede, e sedeva già allora, anche Norman Gobbi, che aveva preso conoscenza della vicenda attraverso le segnalazioni del 2021, da lui stesso ammesse, e che, insieme al consigliere nazionale leghista Quadri, aveva classificato la questione come una ‘vicenda privata’, accettando le spiegazioni di Claudio Zali”. Tant’è che, alla luce dei recenti sviluppi, i deputati dell’Mps dicono di aver deciso di ripresentare l’atto parlamentare sotto forma di interpellanza, modificando unicamente il testo introduttivo e riproponendo le stesse domande. “L’interpellanza – sottolineano – dovrà quindi ricevere risposta durante la seduta del Gran Consiglio del prossimo 14 settembre. Non è mai troppo tardi. Speriamo”.
Veniamo quindi alla nuova interpellanza. Le tre domande contenute nel vecchio atto parlamentare, si legge, “sono ancora attuali e interrogano sulle responsabilità politiche del Consiglio di Stato. Per questa ragione ripresentiamo le domande con una nuova interpellanza e auspichiamo che questa volta l’Ufficio presidenziale non cerchi, come sua prassi, d’insabbiare il tutto”. I due deputati chiedono dunque se “Claudio Zali abbia informato tempestivamente il Consiglio di Stato in merito alle citate vicende e alle iniziative giudiziarie (denunce penali) che egli ha intrapreso al riguardo”, se “il Consiglio di Stato non ritenga che le sfortunate frequentazioni private del ministro Zali, oltre a occupare una giustizia penale già oberata di lavoro, rischino di intaccare la credibilità del governo (per non dire di metterlo in ridicolo), nonché di privare il direttore del Dt della serenità e della lucidità necessarie per svolgere la sua funzione governativa” e “oltre a quelle di cui ha già riferito la stampa, quante altre ‘ex’ del ministro Zali sono in attesa di essere giudicate dai nostri tribunali penali”.