Miglior regia e interpretazione per ‘Nowhere to Lay My Eyes’ di Hong Sangsoo con Kim Minhee. L'altra miglior interpretazione, a sorpresa, per Monica Bellucci

‘You Don't Belong Here’ (Nu e locul tau aici) del rumeno Florin Șerban ha vinto il Pardo d'oro della 79ª edizione del Locarno Film Festival «per la forza della sua sceneggiatura, la singolarità della sua visione e la straordinaria padronanza del linguaggio cinematografico», come ha scritto la giuria del Concorso internazionale nelle sue motivazioni.
Il Premio speciale della giuria è invece andato a ‘A Margem do Rio’ di Matheus Farias ed Enock Carvalho che hanno dedicato il premio alla comunità LGBT al centro del loro film. «Restate uniti. Vi auguro tantissimo amore e tante cose belle» ha detto Matheus Farias. «Noi persone LGBTQ – ha detto Enock Carvalho – abbiamo sempre vissuto attraverso la profanazione e la disobbedienza: de oggi possiamo esistere in pubblico in alcuni luoghi e a certe condizioni, è perché qualcuno ha disobbedito prima di noi e probabilmente ne ha pagato il prezzo».
il Pardo per la miglior regia la ha conquistato Hong Sangsoo con ‘Nowhere to Lay My Eyes’ che è anche valso all'attrice Kim Minhee. Il secondo riconoscimento per la miglior interpretazione è stato vinto, inaspettatamente, da Monica Bellucci per il suo ruolo nell'imbarazzante ‘Ketticè’ di Giovanni Tortorici. Bellucci non era presente alla cerimonia e si è risparmiata le reazioni non entusiaste della platea, passata dallo stupore iniziale a fischi e applausi di circostanza.
Il Pardo d’Oro del Concorso Cineasti del Presente è stato assegnato a ‘The Illusion of an Everlasting Summer’ (La ilusión de un verano sin fin) di Alessandra Sanguinetti che ha anche vinto lo Swatch First Feature Award. Il film, realizzato nel corso di decenni senza una sceneggiatura, segue la vita di Guille e di Belinda, dal gioco spensierato dei 9 anni al diventare loro stesse madri. Nei suoi discorsi, Sanguinetti ha ringraziato tutte le persone che hanno reso possibile questo film, iniziando dalle due protagoniste, ha rivolto un pensiero all'Argentina ma dedicato il premio alla Palestina. «Fotografo e filmo bambini in Palestina dal 2003, e sto vedendo come gli alberi di ulivo su cui si arrampicavano siano stati portati via, siano stati rubati, come i loro spazi liberi non ci siano più. Voglio quindi dedicare questo premio alla Palestina e ai bambini che si trovano lì, perché non dovremmo dimenticare che gli adulti sono bambini che sono cresciuti».
Anche il Pardo for change ha premiato un film dei Cineasti del presente, sezione dedicata alle opere prime e seconde: ‘Our Time Will Come’ di Amartei Armar, film realizzato in Ghana con cast e troupe locali che racconta la storia di sopravvivenza e resilienza di due fratelli ad Accra. «Quando siamo arrivati a Locarno siamo stati accolti in questa grande città del cinema come se fosse casa nostra. All'inizio, sapete, pensavamo che fosse per via del caldo, perché è molto simile ad Accra e direi che probabilmente fa più caldo qui che là, ma abbiamo capito molto in fretta che, come per il nostro film, in realtà si trattava delle persone». «Tutti coloro che hanno visto il film ci hanno dato un riscontro meraviglioso e ci hanno davvero fatto credere nel potere del cinema dell'Africa occidentale e delle storie dell'Africa occidentale» ha concluso. ‘Our Time Will Come’ è anche valso uno dei due premi per la miglior interpretazione a Idrissu Tontie Jr.
Manal Issa, vincitrice del Pardo per la miglior interpretazione dei Cineasti del presente per ’L'estive‘ di Naël Khleifi e Lisa Debauche, ha dedicato il suo discorso alle vittime palestinesi, confessando di aver pensato di abbandonare la recitazione «perché come puoi fare cinema quando le persone muoiono?».
Per i Pardi di domani, la sezione dedicata ai cortometraggi, il Pardino d'oro del concorso internazionale è stato vinto da ”Melk’ di Filip Anthonissen; tra i Corti d'autore ha invece vinto ‘The Bovine Comedy’ di Ratchapoom Boonbunchachoke. È il ticinese Domenico Singha Pedroli con il suo ‘Typhoon Mambo’ ad aver invece vinto il Pardino d'oro nel concorso nazionale per il suo corto su una vedova che, grazie a una intelligenza artificiale, continua a dialogare con il marito morto. Il film, ha spiegato la giuria, «osserva con grande delicatezza la solitudine del dolore e il modo in cui la tecnologia può offrire conforto diventando silenziosamente un'abitudine, finché il gentile potere della cura di un'altra persona non libera ciò che la casa ha custodito». Nel suo discorso – «frutto della mia mente» e non scritto da ChatGPT, ha scherzato – Pedroli ha ringraziato tutte le persone che hanno reso possibile questo film «e mentre scrivevo questo discorso nella mia mente mi sono commosso nel rendermi conto di quante fossero lungo il cammino».
Infine, per i Locarno Kids Screenings, da quest'anno sezione competitiva, ha ’Paradeisa' di Marleen Valien «per la capacità di mettere insieme dramma e comicità».
Il palmarès completo è disponibile qui.