Nella finale dei 50 metri delfino degli Europei di Parigi, il ticinese incappa in un inconveniente tecnico e purtroppo compromette la sua prestazione

È finita con un deludente ottavo e ultimo posto la finale dei 50 metri delfino per Noè Ponti, che purtroppo ha avuto un inconveniente con gli occhialini – che dopo il tuffo si sono girati su sé stessi finendogli praticamente in bocca – e dunque non ha certo potuto fornire una buona prestazione, restando al di sotto del suo immenso potenziale.
«Ho perso gli occhialini nel tuffo, e quindi niente...», ha commentato scoraggiato il 25enne ticinese ai microfoni della Rsi. «Ho cercato di fare del mio meglio, ma a occhi aperti e con le lenti... è stata dura, perché non è la cosa migliore del mondo, e inevitabilmente ho perso un po‘ la concentrazione. Ora dovrò cambiare occhialini, perché già troppe volte li ho persi in gara. Peccato, prima della finale ero rilassato e avevo buone sensazioni anche in acqua. Ora invece mi girano le palle, ecco come mi sento, ma è normale. Ma ora si volta pagina, avrò presto un'altra occasione, perché il nuoto ha questo pregio: ti offre subito un'altra chance». Noè Ponti, in effetti, tornerà in vasca già mercoledì in occasione delle batterie dei 100 metri delfino.
Per il momento, dunque, Parigi si conferma avversa al rossocrociato, che nella capitale francese – ai Giochi olimpici del 2024 – aveva ottenuto solo un quarto posto nei 100 delfino e una quinta piazza sulla distanza doppia.
Il titolo continentale nei 50 delfino è andato al russo Egor Kornev, che ha coperto la vasca in 22’’52. Il tempo del gambarognese è stato invece di 22"91 (per lui 22"53 in semifinale e 22"69 nelle batterie). L'argento è invece finito al collo di Maxime Grousset, francese e campione del mondo in carica, staccato di soli 2/100. Il bronzo, per completare il podio, è stato infine conquistato dal bielorusso Grigori Pekarski (22‘’68).
Sono ben due gli svizzeri che mercoledì disputeranno la finale nei 200 metri dorso: si tratta dell'atteso Roman Mityukov e del sorprendente Flavio Bucca. Il 26enne ginevrino ha staccato il miglior quarto crono delle semifinali, chiudendo in 1’54’’85 (a 2/100 dal suo record svizzero), mentre il turgoviese ha fermato il tempo a 1’55’’73 (6° migliore rilevamento delle semifinali).
Da notare che, fino al mattino, la miglior prestazione in assoluto di Bucca era stata di 1'57’‘33, misura che è stato in grado di ritoccare una prima volta già in batteria (1'56’‘63): in una sola giornata, dunque, il suo miglioramento è stato addirittura di 1’‘60. «Ancora non credo a quel che sono stato in grado di realizzare», ha detto raggiante il classe 2005. Il più veloce di tutti è stato invece il magiaro Hubert Kos in un superlativo 1’52’’30, equivalente addirittura al nuovo record continentale. Nell'atto conclusivo – in cartellone mercoledì attorno alle 18.40 – i due elvetici avranno un temibilissimo rivale anche nel ceco Jan Cejka, capace di chiudere in semifinale in un tempo di 1'54’'40, cioè addirittura oltre 4/10 meglio del record svizzero detenuto come detto da Roman Mityukov.