Via Monte Boglia attacca il clima di ‘pressione politica e mediatica sproporzionata e il sospetto che diventa verdetto’. Però, ‘i principi devono valere sempre e per tutti’

Le annunciate dimissioni di Claudio Zali dal Consiglio di Stato – “discusse e condivise dal coordinamento durante la riunione di ieri sera” –, per la Lega dei Ticinesi, “sono una scelta difficile e dolorosa, compiuta per tutelare le istituzioni, il Movimento e la possibilità di affrontare con serenità gli accertamenti in corso”. E dovrebbero essere a partire da fine settembre. Una decisione che “è politica che non anticipa alcun giudizio sul piano giudiziario. Nell’ambito dell’istruttoria relativa alla vicenda del minorenne detenuto alla Farera, Claudio Zali ha ribadito di non aver commesso alcuna irregolarità. Spetterà alle autorità competenti accertare i fatti”. Fino ad allora, ricorda la nota firmata dal coordinatore Daniele Piccaluga, “la presunzione d’innocenza non è una concessione, ma una garanzia che deve valere per tutti”.
Anche la Lega, però, va giù dura: “Questa scelta è maturata anche in un clima di pressione politica e mediatica sproporzionata, alimentato da quel ricorrente odio antileghista che, quando il bersaglio è la Lega, trasforma con sorprendente rapidità il sospetto in verdetto e la richiesta di chiarimenti in una condanna anticipata: i fatti possono attendere, la sentenza evidentemente no”. Le dimissioni di Claudio Zali per la Lega “non sono un’ammissione di colpa né il trofeo di chi coltiva una resa dei conti con la Lega e con il suo elettorato. Sono una scelta di responsabilità e, come tale, meritano rispetto. I principi devono valere sempre e per tutti, indipendentemente dal colore politico”.
La Lega ringrazia Claudio Zali “per oltre trent’anni di servizio alle istituzioni: dapprima quale giudice e, successivamente, per oltre dodici anni in Consiglio di Stato e alla guida del Dipartimento del territorio. Un percorso segnato da dossier strategici: dal potenziamento del trasporto pubblico dopo l’apertura della galleria di base del Ceneri alla Rete tram-treno del Luganese, fino al Piano energetico e climatico cantonale”.
La responsabilità, si legge ancora nella nota, “impone talvolta decisioni pesanti, ma gli ultimi giorni non possono cancellare un intero percorso politico e istituzionale. Il passo indietro di Claudio non sarà un passo indietro della Lega. La responsabilità assunta oggi deve diventare la forza della Lega di domani: più unita, più aperta e ancora più determinata a stare al fianco dei ticinesi. La Lega continuerà il proprio lavoro nei Comuni e nelle istituzioni sui temi concreti che interessano la popolazione: lavoro, potere d’acquisto, sicurezza, socialità e autonomia del Cantone. Non è una poltrona né un singolo nome, ma una comunità politica radicata nel territorio e nella fiducia di migliaia di ticinesi”. Insomma, “guardare avanti non significa cancellare chi ha costruito, ma raccoglierne il testimone, valorizzare le competenze presenti e aprire nuovi spazi alle giovani generazioni. L’Assemblea del 31 luglio resta confermata e sarà chiamata a confrontarsi sul nuovo quadro politico e sul percorso del Movimento verso le elezioni cantonali del 2027. È nei momenti difficili che un Movimento dimostra la propria solidità. La Lega affronta questo passaggio con unità, responsabilità e volontà di rinnovamento: con i piedi ben piantati in Ticino e lo sguardo rivolto al futuro”.