Nell’attesa quanto auspicata conferenza stampa il governo fa sapere di aver preso atto delle dimissioni del leghista: ‘Parole inammissibili, vanno stigmatizzate con fermezza’

Dopo la comunicazione di stamane di Claudio Zali, nella quale il ministro finito nella bufera ha annunciato di essere pronto a lasciare il governo, la palla è infine passata al Consiglio di Stato che ha finalmente deciso di parlare davanti ai media e alla cittadinanza. Presenti in sala, tutti gli altri consiglieri di Stato. Assente lo stesso Zali.
Evidenziando «la situazione molto delicata che mina la fiducia nelle istituzioni» con cui è confrontato, il Consiglio di Stato ha fatto sapere di aver preso atto della decisione di Zali di dimettersi dal prossimo 30 settembre. «Alla luce della situazione, si è posta la questione dell’opportunità della presidenza», è stato spiegato in conferenza stampa. Tant’è che, con effetto immediato, la presidenza passa da Zali alla vicepresidente Marina Carobbio, alla quale subentra Raffaele De Rosa.
Per il Consiglio di Stato, Carobbio ha dunque voluto sottolineare che «la violenza in tutte le sue forme è inaccettabile da qualunque parte provengano. Le parole dette sono inammissibili e vanno stigmatizzate con fermezza», ha ribadito in riferimento alle registrazioni telefoniche diffuse in questi giorni in cui si sente Zali dire di avere “pestato” una donna, invitando l’interlocutrice a fare altrettanto. Carobbio ha peraltro rimarcato che «gli approfondimenti e le decisioni di questi giorni hanno come obiettivo comune la protezione delle istituzioni, nonché di garantire le incombenze del governo. L’auspicio è di lavorare in un clima costruttivo e di fiducia».