Spettacolo al Castello Sforzesco con Nada, Marina Rei, Erica Mou e altre artiste; Concita De Gregorio ha letto su memoria, accoglienza e cura
Un concerto tutto al femminile, tra musica, parole e impegno civile. È 'D come dannate ingenue', lo spettacolo ideato da Carmen Consoli e andato in scena questa sera al Castello Sforzesco, nell'ambito di Estate al Castello, davanti a un Cortile delle Armi tutto esaurito. Sul palco, insieme alla 'cantantessa', si sono alternate Nada, Marina Rei, Erica Mou, Anna Castiglia, Francamente, Casadilego ed Emma Nolde, con le letture e gli interventi di Concita De Gregorio. A dare il titolo alla serata è un verso di 'Besame Giuda' di Consoli, diventato uno stato d'animo condiviso: quello di chi continua a esporsi, desiderare e credere senza cedere al cinismo.
Una festa della musica d'autrice italiana che ha intrecciato generazioni e linguaggi diversi, con duetti, esibizioni acustiche e riletture. Emoziona Erica Mou, con 'Cinema', 'Svuoto i cassetti' e 'Dove cadono i fulmini', a cui segue il duetto con Anna Castiglia sulle note di 'Amara terra mia' di Domenico Modugno. Castiglia ha poi proposto 'Decostruire', 'Mirò' e 'U Mari', in dialetto siciliano, per lasciare spazio al duetto con Francamente, sulle note di 'Il monolocale' di Lucio Battisti. Francamente ha cantato 'Fucina', '5 di mattina' e 'Se potessi'.
Tra i momenti più intensi della serata le performance di Marina Rei, che ha alternato batteria e tastiera alla voce in 'Noi', 'Niente amore', una struggente 'I miei complimenti', 'Donna che parla in fretta', prima di chiudere con 'Al di là di questi anni', accolta dal calore del pubblico. Applausi e standing ovation anche per Nada, che ha cantato 'Bella più bella', 'Senza un perché', 'Guardami negli occhi' e soprattutto 'Amore disperato', uno dei momenti più trascinanti della serata.
A legare i diversi momenti musicali sono stati gli interventi di Concita De Gregorio, che ha ricordato Carlo Giuliani, a 25 anni dalla morte al G8 di Genova, e Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna dopo essere stato immobilizzato da due agenti di polizia. "Per molti è morto un marocchino: no, è morto un uomo", ha detto. Poi il tema della cura, contrapposta all'egoismo, dell'ascolto e della capacità di mettersi nei panni degli altri. E ancora un intervento sul linguaggio politico, con la critica alla parola 'remigrazione', definita come deportazione, e un appello all'accoglienza e a "restare umani".
Nell'ultima parte della serata, dopo un ulteriore intervento sul potere, sulla conoscenza, sull'antifascismo e sull'antimafia, è arrivata Carmen Consoli, semplicemente incantevole con una lunga veste, vocalmente sontuosa. Chitarra e voce per 'Eco di sirene', eseguita con grande intensità, poi 'AAA Cercasi', 'Piccolo Cesare' e 'Fiori d'arancio'. "Il mare nostro Mediterraneo è diventato un mare Monstrum", ha detto la cantautrice, ricordando che "per fortuna ogni tanto c'è un isolano pronto a dare una mano". Tra i brani in chiusura il duetto tra Consoli e Anna Castiglia sulle note de 'La notte più lunga', e quello con Francamente su 'Mio zio'. Un finale che ha confermato il senso di uno spettacolo nato per mettere in dialogo artiste diverse per età, storia e linguaggio, unite dalla stessa libertà di scrittura. E con una magnifica Carmen Consoli a tenere insieme, da padrona di casa, una serata in cui musica e parole hanno provato a raccontare il presente.