L'UPI raccomanda test di sollecitazione, sviluppati con le federazioni, per valutare caviglia, ginocchio e testa; in Svizzera circa 120.000 infortuni l'anno
Quasi la metà di chi subisce infortuni negli sport di squadra presentava già prima dell'incidente problemi fisici. L'Ufficio per la prevenzione degli infortuni (UPI) invita alla cautela e, assieme alle federazioni sportive, mette a disposizione appositi test.
Il rischio di infortunarsi praticando sport fisicamente impegnativi come il calcio o l'unihockey è elevato, indica l'UPI in una nota odierna. Ogni anno in Svizzera ne sono colpiti circa 120.000 sportivi. Spesso la parte del corpo infortunata aveva già subito una lesione in precedenza.
L'UPI consiglia quindi, in caso di sospetto infortunio, di interrompere l'attività sportiva e di sottoporre la parte del corpo interessata a un cosiddetto test di sollecitazione: si tratta di vari esercizi sviluppati in collaborazione con specialisti, che permettono agli allenatori di valutare, anche senza conoscenze mediche, se un atleta può tornare in campo dopo una lesione o un impatto violento.
Stando all'UPI, questi test contengono liste di controllo incentrate sulle lesioni più frequenti, ovvero alla caviglia, al ginocchio e alla testa. Qualora durante i test di sollecitazione si manifestassero ancora dolori, è opportuno rivolgersi a un medico specialista.
Questi test hanno già dato buoni risultati nel calcio. Da due anni l'Associazione Svizzera di Football, in collaborazione con l'UPI, le mette a disposizione dei club. "Dopo la fase di test con il calcio presenteremo il progetto ad altre società", attive nell'hockey su ghiaccio e nella pallamano, ha dichiarato il responsabile del progetto Evangelos Marcoyannakis, consulente Sport e attività fisica presso l'UPI, citato nel comunicato.