La federazione ticinese risponde alle rimostranze di una trentina di fischietti, che denunciano un diffuso malcontento e una perdita di fiducia nella sezione presieduta da Simona Ghisletta

Una "totale" e "irrevocabile" perdita di fiducia nei confronti della Commissione arbitrale, favoritismi e scarsa professionalità. Da una parte una trentina di arbitri che denunciano una gestione "opaca" e chiedono "un cambio ai vertici" della sezione preposta, dall’altra la Federazione Ticinese di Calcio (Ftc), che respinge ogni accusa confermando l’attuale responsabile Simona Ghisletta e replica punto su punto arrivando perfino a ventilare possibili azioni legali. La frattura si allarga, insomma.
La vicenda è ‘esplosa’ con una lettera inviata lo scorso 7 luglio al Comitato della Ftc e alla Commissione Arbitri dell'Asf. A firmarla sono l'ex convocatore Michele Clerici e il rappresentante della classe Emilio Scossa-Baggi, in rappresentanza di una trentina di fischietti. Secondo i promotori, in seno alla sezione preposta il clima di fiducia sarebbe progressivamente scemato. Nella presa di posizione si afferma che sarebbero venuti meno principi fondamentali come "trasparenza, imparzialità, meritocrazia, collegialità e corretta amministrazione". Fra le contestazioni figurano anche presunte disparità di trattamento, favoritismi, conflitti d'interesse, designazioni non conformi ai regolamenti, una gestione disciplinare ritenuta poco uniforme nonché un crescente accentramento delle decisioni.
Nella lettera si denuncia inoltre una "situazione d'instabilità interna", ricordando che nell'arco di un anno tre collaboratori della sezione avrebbero lasciato l'incarico e/o sarebbero "stati esclusi". Fra questi viene citato lo stesso Clerici, che afferma "di essere stato rimosso dal ruolo di convocatore prima della scadenza del mandato concordato e di essere stato privato dell'accesso ai sistemi informatici senza ricevere spiegazioni esaustive dalla Federazione". I firmatari giudicano insufficiente anche la risposta finora ricevuta dalla Ftc, ritenuta interlocutoria e incapace di entrare nel merito delle contestazioni. Per questo chiedono la sospensione dell'attuale Commissione arbitrale, la nomina di nuovi responsabili tramite una procedura trasparente e un'indagine indipendente sulla gestione del settore. In assenza di riscontri concreti, si dicono pronti a rivolgersi anche alla Commissione Arbitri dell'Asf, Swiss Sport Integrity e altri organi competenti.
La risposta della Federazione, in data odierna, non è meno tassativa. Sì, perché il Comitato della Ftc si "schiera compatto a sostegno di Simona Ghisletta e della Commissione arbitrale", dichiarandosi "ampiamente soddisfatto della conduzione dell'attività" come pure "del rinnovamento" condotto di recente. Secondo la massima istanza, le accuse si baserebbero su "generiche supposizioni, illazioni e veri e propri processi alle intenzioni" e non sarebbero "supportate da elementi concreti" in grado di "dimostrare violazioni del principio di equità, favoritismi o comportamenti" contrari all'etica. La Ftc riconosce che una parte della categoria possa non condividere il nuovo corso, ma respinge l'idea che il malcontento rappresenti l'intero movimento arbitrale.
Al contrario sostiene di aver ricevuto numerose attestazioni di sostegno e ricorda che durante la scorsa stagione non sarebbero "state presentate lamentele formali". Uno dei punti maggiormente delicati riguarda il sistema delle designazioni arbitrali. La Federazione ribalta le accuse, sostenendo che i numeri relativi alla gestione precedente solleverebbero essi stessi interrogativi. Nel 2025, evidenzia la Ftc, alcuni fischietti avrebbero diretto fra le 117 e le 145 partite. Nello stesso anno, un'ottantina di colleghi non avrebbe arbitrato nemmeno un incontro di preparazione, mentre altri avrebbero superato quota venti designazioni in appena due mesi. Dati che, secondo il Comitato, metterebbero in discussione i criteri adottati da Clerici quando ricopriva il ruolo di convocatore. La Federazione cita inoltre "numerosi scambi di partite fra un ristretto gruppo di arbitri" e "un'eccessiva concentrazione delle designazioni sempre sugli stessi nomi".
Anche sul caso di Ghisletta la Ftc respinge ogni addebito. La Federazione precisa che nel 2025 la responsabile arbitrale avrebbe diretto soltanto 14 partite e appena sette nei primi sette mesi del 2026, sottolineando che "non si è mai autoconvocata". Anzi, sostiene che in diverse occasioni sarebbe stato lo stesso Clerici a chiederle di arbitrare per sopperire alla carenza di direttori di gara. La Federazione nega inoltre qualsiasi incompatibilità tra il ruolo di responsabile della Sezione arbitrale e quello di arbitro, ricordando come questa doppia funzione sia diffusa anche in altre regioni della Svizzera. A sostegno delle qualità di Ghisletta viene citata la recente designazione per la gara internazionale tra Grasshopper e Inter Women, interpretata come conferma delle sue competenze tecniche. Altro tema centrale è quello della valorizzazione dei giovani arbitri. Se i promotori della sfiducia ritengono che le attuali scelte abbiano limitato le opportunità di crescita, la Ftc sostiene il contrario: dall'insediamento dell'attuale Commissione sarebbero stati promossi oltre sessanta giovani direttori di gara, molti dei quali in passato non avrebbero trovato spazio nonostante le loro qualità.
Il passaggio più duro della replica riguarda la diffusione di dati interni sulle designazioni arbitrali. Secondo la Federazione, tali informazioni sarebbero state estratte illegalmente dal sistema informatico NIS2 e poi divulgate anche attraverso un comunicato stampa. Per questo la Ftc e Ghisletta si riservano di intraprendere azioni legali nei confronti di chi avrebbe acquisito e diffuso i dati. La massima istanza respinge infine anche le accuse di "favoritismi, sprechi finanziari e utilizzo di personale non qualificato", definendole "prive di fondamento oggettivo", e nega l'esistenza di una crisi strutturale nella sezione arbitrale. Le dimissioni registrate negli ultimi mesi vengono attribuite "a motivazioni personali, nuovi incarichi o divergenze sulle modalità di formazione, e non a problemi sistemici". La stessa ribadisce infine che "la fiducia in Simona Ghisletta e nell'attuale Commissione arbitrale resta totale", rivolgendo un'ulteriore frecciata ai "cosiddetti rappresentanti di una parte della classe arbitrale. Non è che la responsabile arbitri è sgradita perché donna?".