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Nei 100 delfino, Noè vola in finale con il miglior tempo

Il ticinese nella propria semifinale chiude in 50‘’21, davanti a Grousset e Majerski. Niente da fare, invece, per Roman Mityukov, giù dal podio nei 200 dorso

Tutta la delusione del ginevrino
(Keystone)
12 agosto 2026
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Dopo aver già ottenuto il miglior tempo nelle eliminatorie del mattino, Noè Ponti si guadagna il posto nella finale che assegnerà le medaglie dei 100 m delfino agli Europei di Parigi, domani pomeriggio: impegnato in corsia 4, il gambarognese chiude la propria fatica fermando i cronometri sul 50‘’21, guadagnandosi così il passaggio del turno con il miglior tempo, grazie all'accelerazione operata nella seconda vasca. Alle sue spalle, nella seconda semifinale chiudono il beniamino di casa Maxime Grousset (50‘’78) e il polacco Jakub Majerski (51‘’37). Tuttavia, nel computo dei tempi di entrambe le serie, alle spalle del verbanese ci sono l'ungherese Kristof Milak (50‘’50), il citato Grousset e l'altro magiaro Hubert Kos (51‘’05).

Dovrà pazientare ancora, invece, Roman Mityukov, prima di riuscire a mettere in bacheca la sua sesta medaglia nei 200 dorso in vasca olimpica. Tra i candidati al podio, il ginevrino alla fine ha dovuto accontentarsi del quarto posto, per undici maledetti centesimi: tanto, infatti, è bastato all’italiano Thomas Ceccon per difendersi dal ritorno dell’elvetico, che ha cambiato decisamente marcia nella terza vasca, fino a issarsi sul podio virtuale, sfuggitogli purtroppo per un’inezia proprio nei metri finali. «Con un tempo del genere – dice il romando, a caldo, alludendo al suo 1’54’’07 che è il nuovo record nazionale –, nel 2024 ai Giochi di Parigi avrei vinto il titolo... Ho fatto una bella gara, ma davanti si spinge parecchio: purtroppo per me, i migliori sei al mondo sono degli europei, e alla fine io sono quarto. È un vero peccato, ma è così». In ogni caso, Mityukov deve guardare avanti: «Devo continuare a lavorare, devo pensare ai Mondiali, alle Olimpiadi: ho due anni di tempo, e ogni anno miglioro, quindi sono sulla buona strada, e la direzione è quella giusta. Ciò che ho imparato oggi, però, è che dovrò essere paziente». Quanto invece a Flavio Bucca, il turgoviese si è dovuto accontentare dell’ottavo e ultimo tempo, in 1’56’’20.

Da segnalare, infine, anche il primo record mondiale di questi Europei: lo firma l'italiana Sara Curtis nei 50 dorso, fermando i cronometri sul 26”63 in semifinale, abbattendo di 23 centesimi il precedente primato, quello dell'australiana Kaylee McKeown (26”86).

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